La notizia della rimozione del soprintendente Rinaldi è inquietante e pone principalmente la domanda: a chi giova? In questi anni l'architetto Rinaldi ha instaurato un efficace e proficuo dialogo con le associazioni culturali e ambientaliste e i comitati locali: si è istituto un tavolo di lavoro nel quale si sono confrontate problematiche di tutela, proposte di aree di pregio da salvaguardare (come quelle pertinenti l'abbazia di Maguzzano a Lonato), segnalati casi di interventi abusivi. Per quali motivi Rinaldi verrebbe rimosso? Perché ha lavorato bene o male? Bloccare costruzioni abusive, impedire nuovi insediamenti in riva al Garda o ai laghi mantovani, apporre nuovi vincoli a paesaggi a rischio, a mio parere significa «operare bene», o meglio svolgere il dovere di un soprintendente. Probabilmente di parere opposto sono gli amministratori di molti Comuni che hanno visto «svanire » con i provvedimenti di Rinaldi progetti di ulteriore massacro del paesaggio. Sono stati disturbati i poteri forti, i politicanti del mattone, le società miste fra Comuni e speculatori, l'attività di progettisti e proprietari di aree parenti di sindaci o assessori. Quando al ministero il professor Proietti si occupava della Direzione generale del paesaggio, pubblicava il rapporto annuale dove si poteva confrontare il numero di autorizzazioni paesistiche negate nelle varie Regioni: c'erano Sovrintendenze specie nel Centro-Sud che non bocciavano quasi nulla: sono queste le «migliori»? Ci sono pressioni politiche sul ministero affinché i soprintendenti «più attivi» siano allontanati perché «disturbano» l'attività edilizia nelle aree a vincolo paesaggistico? Ricordo che 10 anni fa il soprintendente Boschi fu allontanato dalla stessa carica oggi ricoperta da Rinaldi a seguito di una lettera al ministero firmata da tutti i parlamentari bresciani (da destra a sinistra) nella quale si chiedeva la rimozione per «incompatibilità ambientale...»! Nonostante l'introduzione del Codice per i beni culturali e per il paesaggio, sembra che si persegua l'obbiettivo dell'annullamento delle sovrintendenze, mortificando l'attività dei dirigenti coscienziosi. Chi se ne sta «buono» e lascia fare non rischia il posto. E non ci convincerebbe la motivazione del «normale avvicendamento». Ci spieghi il ministro Bondi quali sarebbero le ragioni di questo preoccupante e inopportuno allontanamento del soprintendente di Brescia al quale rivolgiamo nel frattempo la nostra solidarietà e il nostro apprezzamento.
L'intervento. Avvicendamento inopportuno
Il soprintendente Rinaldi è stato rimossi dalla sua posizione. La sua rimozione è stata criticata da associazioni culturali e ambientaliste, che lo avevano lavorato con un tavolo di lavoro per affrontare problematiche di tutela e proposte di aree da salvaguardare. La sua rimozione è stata vista come un atto politico che blocca costruzioni abusive e impedisce nuovi insediamenti in riva al Garda o ai laghi mantovani. Alcuni politici e amministratori hanno espresso la loro opposizione alla sua rimozione, affermando che ha lavorato bene e ha svolto il suo dovere. La questione è stata sollevata anche al ministero, con alcune associazioni che hanno espresso la loro solidarietà con Rinaldi.
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