Edilizia al palo: lo scrittore Piero Bargellini ha ricette e consigli per enti e categorie Il regolamento urbanistico che il consiglio comunale, alla ripresa dell'attività amministrativa, si appresta a varare, è una grossa opportunità per rilanciare l'edilizia, banco di prova decisivo dell'economia locale. Lo sostiene Piero Bargellini, scrittore diessino ed esponente storico della sinistra pistoiese, prendendo spunto dal lamento di geometri e architetti, pubblicato dal nostro giornale nei giorni scorsi, per le difficoltà che sta attraversando attualmente il settore. Bargellini parte da una prima considerazione: vista la situazione attuale, a Pistoia occorre puntare sul patrimonio edilizio esistente e non sulle nuove costruzioni. «Ci dobbiamo rivolgere al patrimonio edilizio esistente - scrive - per un miglioramento qualitativo seguendo due indirizzi specifici: il risparmio energetico e l'adeguamento antisismico». C'è il problema del prevedibile aumento dei prezzi energetici una volta passata la crisi energetica. «Già ora investire in pannelli fotovoltaici o solari significa far fruttare i propri soldi ad un tasso che si aggira attorno all'8 - prosegue Bargellini - ed è prevedibile che questa percentuale cresca nei prossimi anni fino ad oltrepassare il 10. La stragrande maggioranza dei pistoiesi abita in una casa di proprietà e la sera vuole andare a letto sicuro che in caso di terremoto la mattina dopo si risveglierà alzando le coperte e non i calcinacci che gli sono venuti addosso. Per questo motivo è disposto ad investire una cifra media che si aggira attorno ai 1520.000 euro in sicurezza della propria abitazione». Quindi, per rimettere in moto il settore edile occorre agevolare ed incentivare questi due segmenti di attività: risparmio energitico e sicurezza abitativa. Ma non basta. «Il Catasto - prosegue Bargellini - si è informatizzato ed è stato un bene, ma gli errori di trascrizione sono esorbitanti e rischiano di vanificare i vantaggi ottenuti. Deve fare uno sforzo in questo senso, anche perché molte altre imposte sono collegate direttamente a questo. Il Genio Civile con la nuova normativa antisismica che è entrata in vigore ha assunto la posizione del "niet" a qualsiasi intervento sia pure migliorativo. Oggi come oggi a Pistoia non conviene adeguare un fabbricato alla nuova normativa, si fa prima a buttarlo giù e a rifarlo nuovo. E' questa una posizione che induce moltissimi a rinunciare a migliorare la resistenza al sisma della propria abitazione, sostituita casomai da qualche orazione serale in più o da qualche colonna del superenalotto». Poi Bargellini tira una stoccatina alle associazioni degli artigiani: «Devono decidere chi difendere, organizzare e dirigere; devono scegliere se optare per la qualità o la quantità. I muratori proprietari della sola mestola e del filo a piombo non possono essere considerati artigiani, così come gli idraulici che appiccicano tubi assieme o gli elettricisti che avvitano un morsetto. Le nuove tecnologie, soprattutto se applicate sul vecchio, necessitano di molta professionalità e di maestranze preparate». Stesso discorso per le categorie professionali. «Non si può girare per Pistoia e vedere dei pannelli solari montati verso est o peggio ancora a nord. Non ci possono più essere professionisti che si adagiano sull'uso del metano perché più semplice e crea meno problemi a loro. Essi devono capire che va esaltata la professionalità e che non potranno più vivere solo riempiendo fogli di carta inutili come la Dia per mettere un pannello solare sul tetto». Infine il Comune. «In questa visione ha un ruolo determinante. L'Italia ha già recepito la normativa europea sul risparmio energetico dei fabbricati, ora tocca ai comuni fare la loro parte. Una nuova parametrazione dell'Ici basata sul consumo energetico dell'edificio incentiverebbe moltissimo investire cifre anche modeste, ma di largo utilizzo, per l'adeguamento della propria abitazione, negozio, o laboratorio. Aumentiamo l'Ici per i fabbricati che divorano energia e poi vediamo quante coibentazioni verranno effettuate, quanti pannelli solari, quante caldaie a condensazione istallate». «A proposito, ma Publicontrolli che ci sta a fare?» conclude Bargellini.