Si è conclusa la seconda campagna di scavi nell'area archeologica. La cisterna delle terme romane fa pensare a un grande insediamento. Archeologia Un mese di scavi alle porte di Bibbiena Si è conclusa nei giorni scorsi la seconda campagna di ricerca archeologica realizzata dagli esperti dell'Archeodomani s.a.s. a Domo, in località Castellare di Bibbiena. Sul cantiere, nel corso di un mese di intenso lavoro, a partire dal 19 luglio, si sono alternati oltre 60 studenti provenienti dal tutta Italia (Arezzo, Firenze, Milano, Napoli, Vasto, Roma, Reggio Emilia, Parma, Bologna, eccetera). Il cantiere è stato diretto, per Archeodomani, dal dottor Alfredo Guarino, con il coordinamento del dottor Lorenzo Dell'Aquila, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana (Soprintendente dottoressa Fulvia Lo Schiavo; funzionario incaricato dottor Luca Fedeli). Durante tutto il periodo di scavo la zona e le affascinanti strutture d'epoca romana erano accessibili ai visitatori, turisti e curiosi che hanno potuto ammirare gli archeologi in azione. L'indagine archeologica ha riguardato gli ambienti delle "Piccole Terme" - indagati agli inizi degli anni '80 e successivamente abbandonati fino alla Campagna dell'estate 2008 - della parte residenziale (pars dominica) della villa romana di Domo, attiva per quasi tutta il periodo romano. Importanti i ritrovamenti nella parte antistante le Piccole Terme dove i rapporti stratigrafici fanno ipotizzare la presenza di una fila di ambienti esterni agli edifici termali, ampliando così il presumibile perimetro dell'insediamento. Significativi e particolareggiati anche gli approfondimenti forniti dall'indagine della stratigrafia sottostante l'acciottolato, venuto alla luce nella scorsa campagna di ricerca archeologica. L'asportazione di porzioni di acciottolato, il loro studio e il successivo riposizionamento, sono stati effettuati previa autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. "È stata poi messa in luce - spiega il dottor Dell'Aquila - la cosiddetta cisterna delle piccole Terme, finora considerata contemporanea alle strutture delle piccole Terme, mentre è da ritenersi - per il posizionamento delle strutture ed i conseguenti rapporti tra i muri - ad essa precedente e forse usata solo in un secondo momento come cisterna". Verificata la criticità degli intonaci interni, il gruppo ha poi effettuato un accurato intervento di consolidamento grazie a restauratori professionisti, con il supporto degli archeologi. "Si è poi verificato sperimentalmente il sistema di scarico d'acqua della cisterna - prosegue Dell'Aquila - risultato ancora funzionante seppur danneggiato dal passare dei secoli, testimonianza di un'ingegneria idraulica che non ha nulla da invidiare ai complicati impianti dei nostri giorni" Valentina Giovannini