Bene fa Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, a proporre listituzione della Festa nazionale dellUnità dItalia sullesempio del 14 luglio francese. Un gesto importante. Ma occorre anche approfondire le ragioni della disunità, del perché si è giunti a questo punto e agire per cambiare registro. Serve ragionare, confrontarsi. E quel che non si fa più. O meglio, non sa più fare la politica urlata dove anziché il ragionamento conta lo spot, la citazione al Tg. A settembre si terranno due appuntamenti importanti. Il primo è il Festival della filosofia, organizzato dal Comune di Modena. Poi il 26 settembre al Forte di Bard in Valle dAosta, lassociazione "rete comunitaria" chiama a raccolta pensatori ed esperti di varie materie. Il tema e identico: la comunità. Perché è importante nel nostro ragionamento sullunità dItalia? Perché la comunità impone un orientamento collettivistico rispetto ad uno egoistico, la coscienza del noi rispetto a quella dellio. Personalismo contro individualismo. Scriveva Mounier che lindividualismo è sistema di costumi, di sentimenti, di idee che organizza lindividuo su atteggiamenti di isolamento e difesa, sulla diffidenza e sul calcolo riducendo le istituzioni ad assicurare la convivenza reciproca degli egoismi. Il Berlusconismo ne è la quintessenza e si sposa bene con legoismo leghista che ha finito per cavalcare solo i peggiori istinti individuali. In nome del mero profitto, dellindividualismo esasperato si è costruito secondo Heidegger "il mondo del si" (si fa, si dice) caratterizzato dal conformismo sociale, dalla mediocrità morale (sempre di Mounier la definizione) della folla anonima, dellorganismo irresponsabile. Poi perché che si sta avverando la profezia di Einaudi: che le idee comunitarie di Adriano Olivetti sarebbero giunte nellagenda politica con una generazione di ritardo. Due appuntamenti importanti hanno al centro il tema della comunità; questanno tutti citano Olivetti, forse per esorcizzare la paura del "che fare" dopo la dipartita del marxismo, la crisi delle socialdemocrazie e i pesanti guai prodotti da un capitalismo senza regole. Ne parla con merito Emma Marcegaglia e persino il ministro Bondi (un po bestemmiando) paragona lunto dal Signore al povero Adriano. Registro con piacere la fine di tanti anni di oblio. Se quindi ripartiamo dal processo (culturalmente difficile e faticoso) della trasformazione dellindividuo in persona e riscopriamo il ruolo delle comunità iniziamo con il piede giusto. Tornando a riproporci i problemi del mondo anziché solo quelli individuali, a riflettere sul destino collettivo sarà più facile, come scriveva Mounier nel 1949, "ribellarci a tutte le forme di razzismo, al disprezzo per lo straniero, alla negazione totalitaria dellavversario politico". Potremmo ritrovare le ragioni dello stare insieme e forse anche di andare oltre, verso unEuropa dei popoli impossibile da costruire senza uno spirito comunitario che parta dal basso, dalle realtà territoriali, professionali, culturali e oggi anche virtuali. Senza nasconderci i problemi ma aperti con spirito costruttivo a cercare di affrontarli solidaristicamente. Senza questo spirito difficilmente il 2011 rappresenterà una tappa significativa per il nostro problematico (e povero) Paese.
TORINO - Lunità dItalia e le idee comunitarie di Adriano Olivetti
Il presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, propone di istituire la Festa nazionale dell'Unità d'Italia sul modello del 14 luglio francese. Questo gesto è importante, ma occorre anche approfondire le ragioni della disunità e agire per cambiare registro. Il tema della comunità è centrale in due appuntamenti importanti: il Festival della filosofia a Modena e l'evento a Bard in Valle d'Aosta. La comunità impone un orientamento collettivistico rispetto all'individualismo, personalismo contro individualismo. Il Berlusconismo e lo legoismo sono esempi di individualismo esasperato.
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