Cultura, si cambia. E' l'indirizzo del nuovo assessore Anna Beltrame che in un intervento spiega linee e filosofia. Con un dato, su tutti: soldi pochi e da gestire sicuramente in modo diverso rispetto alla scorsa amministrazione. Soldi. «Per il 2009 il budget dell'assessorato alla cultura - spiega Beltrame - è di circa 4,3 milioni, di cui l'80 è destinato alle istituzioni culturali. «In primis il Metastasio e il Pecci - continua Beltrame - a cui vanno rispettivamente 1,4 e 1,3 milioni, poi ci sono Datini, Camerata, Politeama, Laboratorio Tintori. Si tratta in tutto di 3,5 milioni di trasferimenti. Le somme restanti servono per quasi il 60 a coprire i costi di funzionamento delle stretture interne come Officina Giovani o Magnolfi. Ci sono poi i contributi alle associazioni già assegnati dalla precedente giunta. Al mio arrivo ho trovato solo 27mila euro da spendere fino a dicembre». La linea. «In queste settimane ho ascoltato tante persone - dice l'assessore - che potrei suddividere in tre categorie: chi domanda soldi, convinto di occuparsi delle cose più importanti per la cultura di Prato; chi lancia idee anche suggestive, ma realizzabili solo se avessero corso i soldi del Monopoli; chi propone idee e subito modalità percorribili per metterle in pratica e sono quelle che preferisco. Ma oltre ai soldi, nella cultura è mancato anche il fare sistema, il coordinamento. Credo mi farò molti nemici, ma una cosa è certa: non ho parrocchie amiche da privilegiare. La novità della giunta Cenni è la sua libertà, da questo punto di vista. Ciò che conta è fare scelte nell'interesse della città e non di un sistema di relazioni, consolidate in decenni di mancanza di alternanza». L'esempio positivo e il progetto. «E' la mostra sui capolavori del Rinascimento pratese a Parigi: 170mila visitatori, a costo zero per il Comune - aggiuge Beltrame - Un modo di promuovere Prato: magari fra quei 170mila qualcuno verrà qui, per ammirare anche gli affreschi del Lippi in Duomo». L'assessore propone «un grande evento sul Lippi, dopo quello sugli Zar. Un evento che coinvolga tutta la città, che serva per conquistare lo spazio che Prato si merita nel mercato turistico e proponendo un'offerta variegata, fatta di arte rinascimentale, cultura del tessile (abbiamo un museo unico), contemporaneità, in prospettiva, con gli etruschi, archeologia e risorse ambientali. Un evento da organizzare con la capacità di impresa dei pratesi e con il contributo degli industriali che, negli ultimi tempi, i soldi per la cultura li hanno soprattutto tagliati». Metastasio e Officina. «E' parte fondamentale della storia culturale di Prato - dice Bealtrame - il bilancio è in pareggio, abbonamenti e produzioni in aumento. Quello che forse manca oggi è lo spirito, geniale come fucina di idee, libero e in quelle modalità magari irripetibile, che contraddistinse gli anni più fecondi del teatro». Officina giovani invece: «E' un contenitore di grandi potenzialità - continua - ma negli ultimi anni ha smarrito le funzioni e lo spirito per cui era nato. La gestione va ripensata, con più spazio alla musica e alle espressioni creative legate alle nuove tecnologie» Etruschi. «Gonfienti ha uno straordinario valore - conclude Beltrame - ma per continuare gli scavi servono milioni che nessuno ha. Come ha detto il sindaco, si tratta di coinvolgere i privati in un progetto che deve avere un ritorno economico. Si deve imparare dagli americani, capaci di "vendere" turisticamente patrimoni culturali meno preziosi del nostro Gonfienti».