Il modello è quello seguìto per lauditorium della musica alla Leopolda Non cè ancora un vero e proprio testo scritto. Ma i capitoli e i contenuti sono ormai decisi. E la bozza della legge speciale per Firenze che Palazzo Vecchio sta preparando. E che il sindaco Matteo Renzi presenterà a settembre, sotto forma di proposta avanzata dalla città, al ministro dei beni culturali Sandro Bondi e ad altri rappresentanti del governo. Niente soldi ma una speciale normativa, è lidea di fondo che il sindaco metterà sul «tavolo tecnico» Comune-governo concordato con il ministro Bondi. E il primo capitolo riguarderà proprio i poteri di semplificazione burocratica per sbloccare e finalmente portare a termine operazioni come quella dellex Meccanotessile di Rifredi e anche dellex convento di SantOrsola, per il quale lo stesso Renzi, quando ancora presidente della Provincia, aveva predisposto un progetto di recupero subito fermato dalle scartoffie e dalle difficoltà dei passaggi di proprietà. Palazzo Vecchio vuole poteri da commissario? «Se serve sì», ha detto con tono di sfida il sindaco nellintervista rilasciata ieri al "Giornale della Toscana". Ma in realtà il Comune sarebbe pronto anche a discutere con il governo della nomina di un commissario «ad acta», dotati di poter sufficienti a sbloccare le operazioni oggi bloccate. Poteri come quelli che hanno permesso la gara e laggiudicazione a tempo record dellauditorium di Porta al Prato, anche se poi i ritardi hanno si sono subito ripresa la rivincita: «Limportante è arrivare in fondo». Subito collegato a questo, cè il secondo capitolo relativo al passaggio al Comune dei tanti beni demaniali: da quelli storici come la Fortezza a quelli rimasti inutilizzati come le caserme. Anche in questo caso la bozza chiederà lintroduzione di una normativa semplificata che consenta al Comune di avere la disponibilità dei tanti «contenitori». Terzo tema, i beni culturali. Palazzo Vecchio conferma che la bozza conterrà anche la richiesta di una compartecipazione agli utili degli Uffizi, dalle cui casse ogni anno lo Stato preleva 30 milioni. In cambio il Comune entrerebbe nella gestione degli Uffizi e si potrebbe lanciare una «card» unica per tutti i musei, statali e comunali. «Non sembri una cosa strana il coinvolgimento nella gestione degli Uffizi - spiegano in Comune - non dimentichiamo che il Corridoio vasariano arriva a Palazzo Pitti ma parte da Palazzo Vecchio».