niente auto davanti a Palazzo Fantuzzi, appena restituito al suo rinascimentale splendore in via San Vitale: gli appelli si moltiplicano tra gli estimatori dellopera ed è già pronto un progetto che larchitetto Daniele De Paz, coordinatore dei lavori di ristrutturazione, depositerà a settembre in Comune e in Soprintendenza. «Negli incontri preliminari il Comune ci ha fatto sapere che appoggerebbe la proposta di costruire un marciapiedi al posto delle strisce blu - spiega larchitetto - ma chiede alla proprietà di farsi carico delle spese di realizzazione». Un marciapiedi "a pagamento", quindi, per evitare che le manovre di parcheggio davanti alla facciata dello storico Palazzo, costruita a partire dal 1521 e attribuita al Formigine, ma anche al Peruzzi o al Serlio, contribuiscano al deterioramento degli stucchi e delle arenarie che hanno bisogno di continui restauri. «Lultimo intervento complessivo, appena terminato, è stato necessario perché cerano continui problemi - dice Giovanna Pesci Enriquez, ideatrice della manifestazione "Artelibro" e inquilina del palazzo - . Lanno scorso ad esempio abbiamo dovuto tamponare il fenomeno di crollo di alcuni elementi della facciata. Lo smog e le vibrazioni causate dal traffico intenso della strada danneggiano lo stabile, che ha una grande importanza storica e artistica». La crociata "anti-parcheggio" non ha lasciato indifferenti i bolognesi, che in questi giorni dagosto hanno riscoperto i colori sgargianti e le sfumature dellarenaria dellantica dimora della famiglia "Elefantuzzi". Lultimo appello in ordine di tempo è quello di Giampiero Mucciaccio del Centro Antartide che chiede di preservare il fascino del Palazzo con un semplice divieto di sosta. «Credo che farebbe onore a Bologna rendere permanente il divieto di parcheggio in quel tratto di via San Vitale - dice Mucciaccio - per restituire bellezza non sempre servono grandi opere». Grandi o piccole, le opere in questione restano comunque a carico dei privati. «Crediamo che la Soprintendenza approverà il nostro progetto - si augura larchitetto De Paz - Le manovre continue di parcheggio non possono che intaccare le superfici delicate». Poi bisognerà trovare laccordo su chi paga il conto del marciapiedi.