Sia che nasca a Livorno o a Crespina, l'assessore Tuci chiede aiuti per il commercio colligiano Non poteva che finire così, con le parti in causa che da due diventano tre. E un territorio escluso dalla contesa che reclama voce in capitolo. Il secondo atto della guerra dell'outlet tra Livorno e Crespina allarga lo scontro al Comune di Collesalvetti, appena uscito con le ossa rotte dal terremoto piscine. La parola d'ordine però è di guardare avanti per farsi sentire in Regione qualunque sia il verdetto finale sulla contesa. Che si decida di far sorgere un outlet a Lavoria o di avallare il progetto del Nuovo Centro a Livorno, il territorio di Collesalvetti potrebbe comunque uscirne danneggiato in merito alla tenuta delle attività commerciali. Una preoccupazione in più che messa insieme ai recenti episodi di cassa integrazione (di pochi giorni fa l'annuncio di chiusura provvisoria della fonderia Gelli, l'esaurimento della cassa integrazione ordinaria alla Magna e la perdita della Bmw per la Continental) aggraverebbe il quadro dell'economia locale. Tanto che l'assessore alle attività produttive del Comune di Collesalvetti Benedetto Tuci lancia una proposta che vorrebbe portare sul tavolo della Regione in occasione della conferenza sul commercio del 20 e 21 ottobre. «Non abbiamo niente in contrario a nessuno dei due progetti - precisa - ma le piccole e medie attività commerciali non possono essere abbandonate. Si dovranno trovare fondi per la loro ristrutturazione». L'idea è accompagnare la nascita di uno di questi due centri commerciali con una pioggia di finanziamenti per le piccole attività commerciali colligiane per ristrutturare i locali. D'altronde l'enfasi sul cosiddetto commercio di vicinato è parte integrante del programma di mandato con cui è stato eletto il nuovo sindaco Lorenzo Bacci. Ciò non escluderebbe però, secondo Tuci, la possibilità che gli stessi titolari, con queste risorse, decidano di chiudere il proprio negozio e riaprirlo all'interno dell'outlet o del nuovo centro. «In ogni caso - aggiunge - avremmo salvato un attività commerciale dal collasso». Intanto a settembre si saprà quale dei due progetti avrà il disco verde dalla Regione. La disputa era nata perché insieme le due proposte superavamo il limite dei 20800 mq di superficie per la grande distribuzione non alimentare, previsti dal piano urbanistico regionale per la costa tra Massa Carrara, Pisa, Livorno e Lucca.