San Martino Sannita. Soglie, stipiti e portali di marmo emergono da quel che resta dell'antica chiesa della Madonna, sulle colline delle Surte. Unica testimone dell'edificio di culto, risalente a fine diciottesimo secolo, poco più che rudere, è la parete nord-ovest con i resti di nicchie e cornici a stucco. Tutto versa nell'abbandono e nell'incuria da svariati decenni. Al posto della pavimentazione, addirittura due rampe di cemento che consentivano ai camion lo sversamento dei rifiuti. Una discarica al posto dell'antico pavimento di cotto e rifiuti seppelliti da anni sotto i rovi e le spine circostanti. Eppure, quella sorta di postazione, definita da tutti i cittadini del circondario come toponimo «'ncoppa a Maronna» è ben visibile da tutti i paesi del Medio Calore. Vi ha posto mano in questi giorni il sindaco Angelo Ciampi con la sua amministrazione comunale: ruspe, operai e volontari per recuperare quel sito d'interesse storico, ambientale e paesaggistico. «Una comunità senza memoria della propria storia, delle proprie tradizioni e del proprio passato - ha sottolineato il sindaco Ciampi - è destinata a non aver futuro. Siccome noi ci teniamo ad avere e a programmare un domani serio fatto di sviluppo endogeno e di valorizzazione delle nostre risorse, abbiamo deciso di scommettere, tra gli altri interventi, sul recupero dei beni artistici e ambientali, ma anche sulla valorizzazione e poi sulla restituzione piena alla fruizione della comunità e dei cittadini, ai quali chiediamo la massima collaborazione perché quello che andiamo a recuperare è bene comune, di tutti e tutti devono contribuire a ben conservarlo». Il sindaco Ciampi evidenzia, inoltre, «la grande partecipazione dei cittadini che in queste ore stanno condividendo con entusiasmo e grande generosità le tracce progettuali lungo cui ci muoveremo. Una condivisione convinta - sottolinea il sindaco - che nasce dal forte bisogno di riscatto della nostra gente. Le nostre comunità dispongono di un patrimonio culturale unico che va salvaguardato e soprattutto valorizzato e reso fruibile come elemento connotante il territorio». Si apre una partita che accenderà i riflettori su tanti angoli e siti caratteristici e storicamente significativi di San Martino Sannita: uno fra tutti l'antico monastero dei monaci Benedettini di Montevergine a Terranova, avamposto spirituale e culturale di quella Abbazia nullius (oggi definita dal Codice di diritto canonico Abbazia territoriale), da cui dipendevano tutte le parrocchie di San Martino Sannita, sulla Benevento pontificia.