Nel gioco Roma-Firenze prendono consistenza i contenuti possibili della legge speciale A Palazzo Vecchio nessuna sorpresa per il cambio alla guida della soprintendenza: "Eravamo stati avvertiti" Mettere le mani sul bottino degli Uffizi. Sui 30 milioni di euro dincassi che ogni anno prendono la via di Roma e finiscono interamente nelle casse dello Stato. E lobiettivo numero uno della bozza di legge speciale per Firenze a cui sta lavorando Palazzo Vecchio con il vicesindaco Dario Nardella e lassessore alla cultura Giuliano Da Empoli. La bozza di legge che fa degli Uffizi il tassello chiave di ogni possibile intesa tra il Comune e il governo nazionale. Nessuno a Palazzo Vecchio si aspetta soldi dalla legge speciale annunciata dal premier Berlusconi proprio a Firenze, un paio di mesi fa nel pieno della campagna elettorale: soldi non ce ne sono. E fin dalla bozza che sta preparando Palazzo Vecchio in vista della ripresa di settembre, il testo della legge che Firenze si prepara a proporre si configura piuttosto come un pacchetto di nuove regole sul terreno di una autonomia più marcata, unautonomia riconosciuta a Firenze in qualità di città darte e di turismo. E in assenza della «tassa di scopo», sono gli Uffizi a fare la parte della miniera doro. «Non ha senso che tutti i soldi incassati a Firenze vengano prelevati per intero da Roma, la città deve poter almeno beneficiare di una compartecipazione agli utili derivanti dai suoi tesori», dicono a Palazzo Vecchio. Perché la storia è sempre la stessa: lassedio dei turisti comporta costi maggiori in termini di pulizia e manutenzione che oggi si scaricano solo sulla popolazione residente. In cambio della compartecipazione agli utili degli Uffizi, il Comune verrebbe in qualche modo associato alla gestione del sistema museale cittadino, fatto di istituzioni comunali e statali. E come primo effetto il Comune potrebbe finalmente lanciare la «card» unica, cioè il biglietto unico, promuovendo così i musei comunali e statali assieme. Il dialogo con il ministro dei beni culturali Bondi è appena agli inizi. Ma Palazzo Vecchio non è stato colto di sorpresa dalla nomina della nuova soprintendente: da tempo si sapeva che si stava preparando il cambio. E tantomeno la nomina dellarchitetto Alessandra Marino è stata interpretata come un gesto ostile nei confronti dellamministrazione e della trattativa appena avviata: «Eravamo stati avvertiti», dicono salutando con la nuova soprintendente linizio di una nuova stagione. Anche se, si annota, lintesa tra Firenze e il governo non passa certo dalla soprintendenza fiorentina. Nessun timore, nessuna preoccupazione dunque per il blitz estivo del ministero. E semmai in Regione che si registra qualche apprensione: «Alcuni mesi fa abbiamo firmato un protocollo dintesa che è stato giudicato un modello avanzato in tutta Italia, un protocollo che getta le basi di una collaborazione istituzionale importante su ogni materia dinteresse comune», sostiene lassessore regionale allurbanistica Riccardo Conti. «E ora che sia il vertice regionale che fiorentino sono stati avvicendati - aggiunge lassessore Conti ricordando anche la sostituzione di Mario Lolli Ghetti - speriamo che quellintesa non sia rimessa in discussione ma venga invece confermata e rafforzata». SEGUE A PAGINA V
FIRENZE - Il Comune vuole "mettere le mani" sul bottino di 30 milioni degli Uffizi
Riassunto in massimo 200 parole:
Il Comune di Firenze sta lavorando a una bozza di legge speciale per la gestione dei musei, con l'obiettivo di aumentare la compartecipazione degli utili degli Uffizi allo Stato. La legge speciale è stata annunciata dal premier Berlusconi a Firenze, ma non prevede la tassa di scopo sugli Uffizi. Il Comune vuole invece che la città benefici di una compartecipazione degli utili derivanti dai suoi tesori. In cambio, il Comune potrebbe essere associato alla gestione del sistema museale cittadino, fatto di istituzioni comunali e statali. Il dialogo con il ministro dei beni culturali Bondi è appena agli inizi.
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Bene culturale
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