POMPEI (NAPOLI) - La decisione del Governo di prorogare il commissariamento della Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei aumentando di fatto i poteri della Protezione Civile all'interno dell'area archeologica ha scatenato un vespaio di polemiche. L'ordinanza "ferragostana" del Governo Berlusconi, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 13 agosto, non trova d'accordo gli esponenti locali della Cisl. Critica anche la Cgil, dopo che la Uil attraverso il suo segretario generale Gianfranco Cerasoli aveva manifestato fin da subito tutto il suo dissenso. Per Antonio Pepe, segretario della Cisl Bac di Pompei, "l'ordinanza 3795 di proroga del Commissariamento va riscritta, così com'è non risolverebbe un bel niente". Un provvedimento senza motivazioni reali secondo la Cgil che denuncia che attualmente "presso gli uffici della Soprintendenza, si registra la presenza di membri della struttura commissariale precedente, senza che, peraltro, siano noti motivi e titolarità, soprattutto in assenza del Commissario delegato". Per la sigla sindacale: "Si continua a sostenere un provvedimento che, in realtà, non è motivato né tantomeno comprensibile oggi, alla luce del palese fallimento del Commissariato Straordinario che ha visto, in questo anno, l'alternarsi di due Commissari e senza che sia stato spiegato l'allontanamento del primo". Una situazione che secondo la Cgil "genera confusione e profonda preoccupazione nel personale che già si trova a far fronte ad una gestione improvvisata, priva di un programma che tenga conto della reale analisi dei bisogni e ancor più disorientato a seguito della anticipata sostituzione del prefetto Profili e delle indagini in corso da parte della Guardia di Finanza, su alcuni appalti banditi dal Commissario delegato". Per Pepe, della Cisl: "Pompei è un Museo a cielo aperto pertanto, invece di pensare di privatizzare la vigilanza, bisognerebbe proteggerlo dal degrado causato dalle intemperie, istituendo uno staff di tecnici impegnati solo ad un attento e costante monitoraggio dello stato di conservazione, assumere e formare personale destinato a garantire una manutenzione ordinaria dei beni archeologici, al fine di mantenere edifici, affreschi e mosaici sempre in ottimo stato, senza dover ricorrere ad interventi straordinari perché costosi e incerti allorquando il degrado è avanzato". La sigla sindacale lancia anche una proposta alternativa per risolvere i problemi di Pompei: "Occorrerebbe concretizzare progetti definiti e definitivi, a partire da quelli già programmati dalla Soprintendenza e dalla Struttura dell'ex Commissario Profili, finalizzati ad offrire ai circa 15mila turisti che visitano, tutti i giorni, gli Scavi di Pompei la possibilità di poter utilizzare servizi igienici decorosi, di potersi servire di punti di ristoro pregevoli, nonché vedersi garantito un servizio di pronto soccorso bene attrezzato, specie di apparecchiature sanitarie di primo intervento, quali defibrillatore ed altro". La Cgil, dal canto suo, traccia anche un bilancio di una esperienza voluta nonostante evidenti difficoltà di far convivere le due strutture - dirigente e commissario - in un momento delicato come quello dell' accorpamento delle Soprintendenze di Napoli e Pompei: "Al Commissario Straordinario sono state assegnati 40 milioni di euro prelevati dal bilancio della Soprintendenza senza però tener conto che esse erano già impegnate in progetti di restauro e conservazione. Lo storno di tali fondi è stato giustificato per coprire cosiddette situazioni di emergenza" dichiara il sindacalista Libero Rossi. Ad un anno di distanza, però, nulla sembra cambiato: "Ritroviamo tutti gli elementi che avevano fatto gridare al degrado: cani randagi, abusivismo a ridosso dell'area archeologica, "mercato delle guide", strade di accesso all'area archeologica dissestate o impraticabili, prostituzione, assenza di un punto di ristoro con relativo disagio per i turisti. Inoltre, nei lavori iniziati non è stata seguita la procedura di liquidazione degli stati di avanzamento e ciò ha creato non poche difficoltà alle imprese realizzatrici che seguitano a vantare elevati crediti".
Scavi di Pompei, sindacati contro il rinnovo del commissariamento
Il Governo ha prorogato il commissariamento della Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei, aumentando i poteri della Protezione Civile. Questa decisione ha scatenato polemiche tra gli esponenti locali della Cisl e la Cgil, che criticano il provvedimento per mancanza di motivazioni reali. La Cgil denuncia che il Commissario delegato non è stato nominato e che i membri della struttura commissariale precedente continuano a lavorare senza motivazioni. La Cisl chiede di riscrivere l'ordinanza e di istituire uno staff di tecnici per monitorare lo stato di conservazione dei beni archeologici.
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