la proposta UN ECOMUSEO dove avrebbero dovuto essere costruite le palazzine. Il progetto che è stato al centro di un recente incontro tra i funzionari all'urbanistica di Regione e Comune, con i rappresentanti del Comitato per la salvaguardia dell'Uliveto Murato di Quarto, ultimo esempio di archeologia contadina in area urbana, che nel 2006 è stato definito dalla Sopraintendenza per i Beni Archeologici della Liguria "un rarissimo esempio di uliveto murato, citato in documenti fin dal Quattrocento". Vinta la battaglia sull'edilizia residenziale, che verrà sancita dal voto della "clausola di salvaguardia" da parte del consiglio comunale (probabilmente nella prima seduta del dopo vacanze), adesso si punta a trasformare un'area a potenziale rischio di cementificazione in un vero parco-museo. «Altrimenti si corre il rischio che tanta fatica e scelte amministrative comunque coraggiose, si trasformino in un boomerang - ammette Enrico Dellachà, battagliero presidente del comitato - Oggi l'area è salvaguardata, le palazzine non si faranno più, ma una parte dello spazio resta in mano ai privati, che non potendo più intervenire in maniera redditizia potrebbero lasciare i terreni incolti e senza manutenzione». Dunque? «Se non si vuole che l'ultimo esempio di uliveto medievale interno a una città diventi l'ennesima area incolta, soffocata dai rovi e dalle discariche abusive, occorre puntare su un progetto di recupero». In quest'ottica, il problema non è più solo politico, ma soprattutto economico: «Bisogna che Regione e Comune, che si sono dati da fare, accettino di stanziare una somma congrua per acquisire i terreni. Secondo una stima recente, l'area potrebbe essere ceduta per qualche centinaio di migliaia di euro». Questa ipotesi (acquisto e museo a cielo aperto) è stata al centro di un ultimo e riservatissimo incontro, cui hanno preso parte Franco Lorenzani e Pier Paolo Tomiolo, entrambi architetti e responsabili, rispettivamente, dell'urbanistica per la Regione Liguria e per il Comune di Genova. Già all'interno di UrbanLab era stato accettato pubblicamente di inserire tra tali progetti una proposta "polivalente" che prevede un ecomuseo, l'utilizzo pubblico del campo da tennis esistente ed il restauro della via Romana della Castagna (antica Aurelia) antistante. La stessa Regione Liguria aveva stanziato 78 mila euro per quest'iniziativa. L'antico uliveto si trova, infatti, in un'area che sempre fu considerata strategica, al quarto miglio da Genova sull'unica strada per il Levante e per Roma, che ospitò l'imponente complesso fortificato di Castel Perasso, distrutto dai Fieschi nel 1366, le cui sorti s'intrecciarono con quelle del complesso rurale che ancora conserva reliquie delle sue rovine e che al tempo poteva assicurarne l'autonomia con le riserve d'acqua ed i prodotti agricoli. E. M. 22082009