Mochi Onori: «Capodimonte snobbato, che errore» «Punto su Capodimonte. I napoletani lo snobbano» Mochi Onori: è un museo di livello internazionale, come la città «Consapevole del ruolo di grande prestigio, lavorerò al meglio per valorizzare ancora di più siti strepitosi come Capodimonte o San Martino». Poi aggiunge subito: «In particolare il primo, poco visitato dai napoletani ...un peccato mortale, secondo me». Di più non dice Lorenza Mochi Onori, nominata da appena ventiquattr'ore, soprintendente del Polo museale di Napoli al posto di Nicola Spinosa. Un passaggio di testimone che avverrà (materialmente) il 7 settembre. Poi il giorno dopo la presentazione ufficiale alla stampa da parte dello stesso Spinosa che presenterà il suo successore. Per ora, invece, la Mochi Onori è alle prese con il trasloco da Urbino a Napoli. Un incarico prestigioso in una città con un patrimonio inestimabile ma, spesso, poco fruibile. "Napoli è straordinaria sotto questo punto di vista ma la conosco ancora poco. Dopo sei anni intensi di 400 marchigiano devo vedere, studiare, analizzare. Molto. Sarà necessario un periodo di ambientamento in cui Nicola mi sarà vicino per darmi consigli. Comunque tra qualche giorno sarò a Napoli e inizierò a lavorare subito» Ha già idea da cosa iniziare? Ha stilato già un programma? «E' un po' presto per parlarne ora. Da un paio di mesi ho iniziato a studiare e mi sono concentrata sulla vostra città. Ho delle idee ma vanno verificate nella loro fattibilità con i colleghi. Senza contare i progetti già messi in campo dal mio predecessore che non verranno toccati. A cominciare dalla grande mostra sul Barocco che sarà il saluto di Nicola. Conto molto, comunque, anche sui funzionari della Soprintendenza: una struttura molto ben organizzata e formata da dirigenti preparati. E' questo è già un grosso vantaggio». Il suo nome era già circolato: quindi in queste settimane sarà stata a Napoli per rendersi conto della situazione? "Un palo di mesi fa, quando mi è stata accennata la possibilità dl ricoprire quest'incarico, sono venuta per una giornata. Era molto tempo che non vi mettevo piede. Una manciata di ore per sono poche per rivedere Capodimonte, ci vorrebbe una settimana vista la quantità di opere d'arte, o la certosa di San Martino, un posto unico al mondo ma...». Ma? «Poco visitati dai napoletani, un peccato mortale secondo me perché parliamo di un patrimonio unico della vostra città. Per questo, tra le prime cose, vorrei verificarne eventuali difficoltà logistiche. Perché Capodimonte, in particolare, ma anche San Martino e Castel Sant'Elmo sono monumenti strepitosi da valorizzare in ogni modo». Lei eredita una poltrona sempre occupata da dirigenti del calibro di Bruno Molaioli, Gino Doria e Raffaello Causa. Tutti napoletani. Senza contare Nicola Spinosa, un soprintendente-intellettuale che con la sua vis polemica non le ha mai mandate a dire. «L'eredità, il confronto, sulle prime può anche mettere paura ma ho deciso di accettare la sfida. Nicola, è chiaro, resta una persona unica: ha dato un'impronta internazionale al suo lavoro e alla città. Il mio lavoro continuerà su questo solco gestione funzionale anche se sono meno polemica di lui». Resta il fatto che lei non è napoletana. «Mio suocero era un ammiraglio ed è morto a Napoli: c'è anche una strada intitolata a lui. Pensa che basterà a essere considerata un po' napoletana?».
Napoli. Intervista alla nuova soprintendente del polo museale
La Mochi Onori, la nuova soprintendente del Polo museale di Napoli, ha espresso la sua ammirazione per il patrimonio culturale della città, ma ha anche riconosciuto che molti siti, come Capodimonte e San Martino, sono poco visitati dai napoletani. Ha affermato che il suo obiettivo sarà quello di valorizzare questi siti e di aumentare la fruizione del patrimonio culturale napoletano. Ha anche menzionato che il suo predecessore, Nicola Spinosa, ha lasciato un'impronta internazionale al suo lavoro e alla città, e che lei intende continuare su questo solco, ma con una gestione funzionale meno polemica.
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