La nuova soprintendente sostituisce Alessandra Marino che le subentra a Firenze La reazione. Un trasferimento improvviso e, per lei, inaspettato. "Stavo seguendo cose delicate» La notizia l'ha colta impreparata mentre si trovava in vacanza a Creta. «Che dire?»... Si stringe nelle spalle la soprintendente ai Beni architettonici, ambientali e paesaggistici di Firenze Paola Grifoni. Confida di avere saputo solo da pochi giorni di essere stata trasferita dal ministero dei Beni culturali alla soprintendenza di Bologna. «Non che abbia niente contro la bella città emiliana, intendiamoci riprende l'architetto Grifoni. Anzi, mi hanno detto che anche lì c'è molto da fare e che la gente e molto cortese. Il fatto è che qui a Firenze stavo seguendo cose di non poco conto». Si riferisce ai Nuovi Uffizi? «Certo. Quando si inizia un lavoro, si vorrebbe anche completarlo. Tuttavia siamo funzionari dello Stato e quando siamo chiamati da altre parti, ci si va. Il direttore dei lavori rimane per sempre lo stesso». Sulla sua poltrona siederà Alessandra Marino, vincitrice di concorso con alle spalle un'esperienza alla Direzione regionale della Toscana e due mesi alla soprintendenza soprintendente ai beni architettonici di Bologna: una specie di scambio"... «Chi mi succederà saprà lavorare con capacità sia ai Nuovi Uffizi che agli altri progetti della Soprintendenza. Con l'architetto Marino ci siamo già scambiate alcuni sms: ora lei è in ferie ma, al suo ritorno, contiamo di incontrarci per vedere insieme le cose da fare nelle rispettive sedi». Impossibile non fare un cenno alla querelle andata avanti per anni sulla realizzazione della Loggia di Isozaki, l'uscita dei Nuovi Uffizi stralciata dal progetto complessivo... «E' una polemica che va avanti da anni e che non ha fermato il resto del progetto». Sinceramente architetto, se l'aspettava d'essere trasferita? «Sinceramente? No». Ma come le hanno spiegato la decisione? «Mi hanno detto che rientra nell'ambito di nomine che riguardano vari funzionari del ministero: mi è stato comunicato alcuni giorni fa che dalla prossima settimana sarò soprintendente di Bologna, una nomina che fa parte di un normale turn-over istituzionale, insomma». Pensa di aver fatto arrabbiare qualcuno al ministero? «Penso, anzi, sono convinta, di aver portato avanti le cose in un certo modo. Il mio». C'è qualcosa che non rifarebbe alla luce del trasferimento a Bologna? «Rifarei tutto quello che ho fatto e confermerei le scelte prese». Qualche rammarico? «Ce ne sono sempre quando si lasciano le cose a metà». Seguirà i progressi degli Uffizi dalla soprintendenza bolognese? «A Bologna mi occuperò delle cose importanti per la città. E imparerò ad amarla».