Saranno acquisiti gli altri cinque alloggi privati nell'edificio ex sede del comando SS. DIVENTERÀ più grande, più ricco e anche più famoso. Il museo storico della Liberazione di via Tasso verrà valorizzato e potrà contare anche su nuovi spazi con l'acquisto di quei cinque appartamenti dell'edificio attualmente non occupati. E' questo l'impegno che hanno preso ieri Comune di Roma, ministero dei Beni culturali, museo e sovrintendenza al termine di un incontro che si è svolto in Campidoglio. L'assessore comunale al patrimonio Claudio Minelli, il delegato del sindaco per la città storica Marco Noccioli, i rappresentanti del ministero, il sovrintendente ai Beni ambientali e architettonici di Roma Roberto Di Paola e il presidente del museo Antonio Parisella si sono subito trovati d'accordo sulla necessità di potenziare il museo, inserendolo nella rete dei luoghi d'esposizione nazionali e romani, e arricchendolo con catalogazioni, banche dati, strumenti informatici. Ma non solo. Il Museo storico della Liberazione ha anche bisogno di nuovi ambienti e per farlo più grande si punta all'acquisto dell'intera palazzina al civico 145 di via Tasso, per destinare anche gli altri appartamenti a spazi per il museo. Per l'acquisto dei cinque appartamenti, si è pensato al reperimento di risorse pubbliche e private, queste ultime anche attraverso fondazioni bancarie. Ministero e sovrintendenza si sono impegnate a trovare i fondi per il 'potenziamento del museo, e lo stesso ha fatto il Campidoglio. Anzi, Minelli e Noccioli vorrebbero arrivare ad avere subito dei fondi ad hoc attraverso la presentazióne di un emendamento al bilancio, che il consiglio comunale deve approvare entro il 31 marzo prossimo. Comune, Ministero, Sovrintendenza e Museo lavoreranno a stretto contatto, attraverso appositi gruppi di lavoro e torneranno a rivedersi a marzo, per verifìcare il lavoro fatto. «C'è stato - ha detto Minelli - un preciso mandato del sindaco Veltronì su questa vicenda. È importante che si sia convenuto sulla necessità di acquistare l'intera palazzina, perché per potenziare il museo, non bastava acquistare solo quella che è stata recentemente venduta a privati». «Vogliamo potenziare questo museo - ha spiegato Noccioli - per far diventare veramente questo luogo la casa della memoria». Il museo di via Tasso venne istituito nel 1957 nell'edificio che fu sede del comando delle SS e nel 1944, durante i mesi dell'occupazione nazista della Capitale, fu in parte adibito a carcere per detenuti politici. Attraverso una documentazione in prevalenza grafica e fotografica ricorda le atrocità del regime e soprattutto quel che accadde dall'8 settembre del '43 fino al 4 giugno del 44. Le dieci celle che si possono visitare sono rimaste assolutamente intatte, in quelle di isolamento sono ancora visibili i graffiti lasciati dai prigionieri.
Un futuro per il museo della Liberazione - D'accordo Campidoglio, ministero e sovrintendenza: verrà ampliato e valorizzato
Il Comune di Roma, il Ministero dei Beni culturali, il Museo storico della Liberazione e la Sovrintendenza al termine di un incontro hanno preso l'impegno di potenziare il museo, inserendolo nella rete dei luoghi d'esposizione nazionali e romani, e arricchendolo con catalogazioni, banche dati, strumenti informatici. Il Museo storico della Liberazione di via Tasso verrà valorizzato e potrà contare anche su nuovi spazi con l'acquisto di quei cinque appartamenti dell'edificio attualmente non occupati. L'acquisto dell'intera palazzina al civico 145 di via Tasso è stato deciso, destinando anche gli altri appartamenti a spazi per il museo.
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