Grande amarezza («è un lavoro che seguivo da 3 anni») ma anche rinnovati stimoli. «Firenze è una città bellissima ma anche così piena di contraddizioni e problemi. » «Il direttore dei lavori resta lo stesso. Ho fiducia che chi mi succederà saprà lavorare con capacità in tutti i progetti già iniziati» La decisione di spostare Paola Grifoni a Bologna e portare Alessandra Marino come soprintendente a Firenze rientra nell'ambito di nomine e cambi di destinazione che riguardano l'intero ministero. Cose che capitano, spesso, a certi livelli ma di sicuro la necessità di lasciare Firenze per la Grifoni è stato un fulmine a ciel sereno. Ha ricevuto la notizia appena tornata da una vacanza in Grecia. Dottoressa Grifoni, si aspettava questo trasferimento? No, non me l'aspettavo ma nel nostro settore non c'è niente di certo, e questo avvicendamento rientra nella riforma del ministero. E' una nomina che fa parte di un normale turn over istituzionale. Conosce il suo successore? Con l'architetto Marino ci conosciamo da molto tempo, tra l'altro è romana come me, ci siamo mandati messaggini dopo la notizia. Siamo legate da un ottimo rapporto di amicizia; anche lei mi ha confessato di essere rimasta molto meravigliata per questo avvicendamento. Certo, che a Firenze stanno bollendo cose grosse in pentola, a partire dalla realizzazione dei Nuovi Uffizi... Un po' mi dispiace lasciare il progetto dei Nuovi Uffizi c'era da finire un lavoro, un lavoro che seguivo da tre anni; comunque una continuità ci sarà, infatti il direttore dei lavori resta lo stesso, l'architetto Giorgio Pappagallo. Può dare qualche consiglio ad Alessandra Marino? Fare la soprintendente a Firenze è un lavoro da affrontare con grande impegno, un lavoro complesso, davvero molto impegnativo; nessun altro consiglio particolare, sono a disposizione se ne avrà bisogno, come mi aspetto a mia volta consigli dall'architetto Marino su come affrontare la realtà di Bologna e dell'Emilia Romagna. Ha fiducia che il suo lavoro sarà portato avanti nel segno della continuità? Sono convinta che chi mi succederà saprà lavorare con capacità sia ai Nuovi Uffizi che agli altri progetti della Soprintendenza, come la sistemazione del Museo Bardini, dove saranno trasferiti gli uffici oggi agli Uffizi, e il piano di adeguamento strutturale del Corridoio vasariano. Può fare un cenno alla questione della Loggia Isozaki (l'uscita dei Nuovi Uffizi che poi è stata stralciata dal progetto complessivo, ndr)? E' una polemica che va avanti da anni e che non ha fermato il resto del progetto. Il ricordo più bello di questi trent'anni «fiorentini»? Forse sono due, i restauri alla Certosa del Galluzzo e alla chiesa di Orsanmichele. Lascio Firenze con dispiacere ma anche nuovi stimoli. Questa è una città bellissima ma anche piena di contraddizioni e problemi, iniziare un nuovo percorso non mi dispiace. Infine, dottoressa, quando si insedierà a Bologna? L'insediamento dovrebbe avvenire ai primi di settembre; all'inizio comunque farò la pendolare, poi vedremo.