Nessuno parla ufficialmente, ma molte analisi si inseguono sul colpo a sorpresa del ministro La nuova soprintendente molto quotata, Grifoni affaticata Ovvio, subito il gossip. Come si fa a sostituire un soprintendente di botto, in pieno agosto, lasciando sgomenta l'interessata, increduli i colleghi, seccati gli interlocutori istituzionali? Speriamo non cambi il "clima di collaborazione raggiunto in Toscana» avverte l'assessore regionale Riccardo Conti. Insomma: è un colpo di mano del solito ministro dei beni culturali, che ha già rivoluzionato le soprintendenze di mezza Italia? Un capitolo dell'estenuante braccio di ferro governoregioni e città di sinistra? O che altro?In attesa di certezze in ambienti ministeriali si parla, con fair play, di «affaticamento», leggi inadeguatezza, del soprintendente Grifoni nella gestione dei Grandi Uffizi - si cerca di interpretare la vicenda alla luce dei (pochi) dati a disposizione. C'è chi insinua che la soprintendente abbia pagato per aver ridimensionato i preventivi delle varianti al megaprogetto presentati dalle cooperative, scontentando qualche potentato politico. Ma (domanda numero uno): la nuova soprintendente è targata politicamente? E questo avrebbe influito sulla nuova destinazione? Chi l'ha conosciuta, a Firenze, e cioè in moltissimi, visto che Alessandra Marino lavora da anni alla direzione regionale, la descrive come «seria, preparata, equilibrata». Punto. Non identificabile politicamente, il che non significa che non abbia le sue preferenze politiche. Di casa negli uffici ministeriali, ma il che non significa protetta o raccomandata. E c'è chi fa notare come, in ogni caso, prima e al di sopra dei singoli soprintendenti locali al timone della politica per i beni culturali resti pur sempre la direzione regionale, appena passata, in Toscana, a una personalità decisa e per niente malleabile come quella di Maddalena Ragni. Anche lei evidentemente rientrata, come ora Grifoni e Marino, nella frenetica operazione di riassestamento della struttura territoriale dei beni culturali voluta da Bondi, e che ha visto in pochi mesi il trasferimento di almeno la metà dei dirigenti regionali, oltre a un gran numero di altri interventi di «razionalizzazione». Domanda numero due: tutto questo ha un obiettivo politico razionale? In realtà, anche chi avrebbe tutto l'interesse a sostenerlo, per esempio ambienti del centro sinistra, dichiara di non avere le prove di una normalizzazione in corso dei beni culturali, almeno per il momento. Domanda numero tre: ma allora si può davvero pensare, come qualcuno è tentato di fare in queste ore, a un ribaltone di segno politico, cioè targato centro-destra, imposto a una città appena riconfermata al centro-sinistra? Molti, in realtà, pensano ad altro. Per esempio, a una sorta di partita di scambio fra il governo centrale e la città passata a un giovane nuovo sindaco della parte avversaria, sì, ma che sul cambiamento di Firenze ha scommesso la faccia. E, a costo di scontentare i suoi, ha bisogno di mani libere. Secondo questa interpretazione, insomma, al caso Grifoni-Marino sarebbe sotteso un cambiamento radicale di clima, che dallo scontro perpetuo degli anni scorsi starebbe virando, grazie al recente accordo Bondi-Renzi, su una ricerca di collaborazione proficua per entrambi i fronti: un ministro un po' appannato in cerca di un rilancio d'immagine (e forse intenzionato a candidarsi alla guida della Toscana alle regionali 2010), e un sindaco che ha bisogno di risultati. Nonché di interlocutori locali dello Stato in grado di capire la posta in gioco e di dare una mano, anziché complicare la vita. Entrambi, ministro e sindaco, per scopi diversi ma con obiettivi convergenti, disposti a trattare: il no alla tramvia in cambio del sì alla pensilina di Isozaki, lo stop sulla Tav in cambio del disco verde sui Grandi Uffizi. E che ognuno faccia dei risultati l'uso che vuole. Ipotesi, al momento. Ma che non tarderanno ad essere verificate sul campo.
Soprintendenza Firenze. Clima nuovo tra Roma e Firenze? Bondi potrebbe puntare alla Regione
Il ministro dei beni culturali ha annunciato la sostituzione della soprintendente Grifoni con una nuova persona. La notizia ha causato sorpresa e gossip tra i colleghi e gli interlocutori istituzionali. Alcuni sospettano che la nuova soprintendente sia stata scelta per motivi politici, mentre altri pensano che il cambiamento sia stato voluto dal ministro per rilanciare la sua immagine. La sostituzione è stata vista come parte di un piano più ampio di riforma della struttura territoriale dei beni culturali. Alcuni analisti pensano che il cambiamento possa essere un segno di un nuovo clima di collaborazione tra il governo centrale e la città di Firenze, che ha recentemente passato al centro-sinistra.
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