Il Quirinale la definisce una precisazione ma in sostanza ha tutta l'aria di essere un nuovo pressing. Sul tema del momento: le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia che si terranno nel 2011. Giorgio Napolitano aspetta una risposta dal governo, ma non tanto sui soldi investiti e sulle opere infrastrutturali; quanto sulla parte culturale dell'evento, in sostanza il Colle preme perché l'esecutivo metta a punto un programma cultural-istituzionale che faccia capire alla gente e dimostri che l'Unità d'italia è considerata dalle istituzioni come un valore di tutti, valore che unisce gli italiani e che la società difende come patrimonio prezioso che forma il nostro dna. Napolitano fa sapere il contenuto della lettere inviata a Berlusconi il 20 luglio scorso, dove sottolineava due cose: la prima, come «occorra ormai con la massima urgenza un chiarimento: se necessario, un esplicito e preciso ripensamento selettivo, e dunque ridimensionamento del programma di investimenti infrastrutturali, tenendo conto delle disponibilità del bilancio pubblico (Stato, Regione ed Enti locali)». Il che dimostra come anche la Presidenza della Repubblica condivida una certa austerità nelle spese e nelle opere, senza sprechi inutili e rispettando le compatibilità economiche. Ma è il secondo punto che si mostra dolente : «E' nello stesso tempo, una soddisfacente definizione delle iniziative più propriamente rispondenti al carattere e agli scopi di una seria celebrazione dell'evento. Su questa base ed entro limiti che dovranno e vorranno porsi, certezza delle risorse su cui poter contare», la nota prosegue svelando che, nella lettera inviata il 23 luglio al Presidente del Comitato Italia 150 di Torino, prof. Antonio Saitta, il capo dello Stato aveva «espresso l'auspicio che possano superarsi i ritardi e si giunga ad approvare finalmente un programma articolato su pochi ma significativi progetti di carattere prevalentemente culturale, pedagogico e comunicativo; diretti a rappresentare e rafforzare la nostra identità nazionale». In sostanza, il senso è questo: non basterà mettere in cantiere una cerimonia pomposa, o una diretta tv, per assolvere l'impegno. Lo scontro sulle opere rischia di essere solo un diversivo. Il governo non ha ancora risposto sul programma culturale. Forse perché la Lega sbandiera i suoi stemmi, - contrapponendo la Padania all'Italia? Ecco dov'è il nodo dovrà sciogliere.
Unità d'Italia, il Colle incalza, mancano iniziative culturali
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso la sua preoccupazione per le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia nel 2011. Ha inviato una lettera al governo, richiedendo un programma culturale e istituzionale che faccia capire alla gente l'importanza dell'Unità d'Italia. Napolitano ha chiesto un chiarimento sul programma di investimenti infrastrutturali e ha espresso la sua preoccupazione per il ritardo nella definizione del programma culturale. Il governo non ha ancora risposto alle richieste di Napolitano. Il Presidente della Repubblica ha anche espresso la sua preoccupazione per il fatto che il governo non stia prendendo seriamente le iniziative per celebrare l'Unità d'Italia.
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