MILANO. Un boomerang per alleati e opposizione. Le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia secondo la Lega. Dopo aver invocato «il controllo delle spese», il Carroccio è passato alle armi, andando a controllare uno dei luoghi simbolo: la tomba di Camillo Benso conte di Cavour a Santena, in provincia di Torino. «Attaccano la Lega ma dimenticano Cavour» gridava ieri in prima pagina la Padania, dedicando un servizio con foto al «completo abbandono» in cui verserebbe il monumento. Il capogruppo alla Camera Roberto Cota spara dritto contro il governatore del Piemonte Mercedes Bresso (Pd): «Nei giorni scorsi aveva detto che è la Lega a bloccare i fondi per le celebrazioni: una strumentalizzazione. Basterebbero un centinaio di euro per sistemare la lapide. Questa è ipocrisia politica e inefficienza amministrativa». Incuria a cui porre rimedio? Tutte le tombe non dovrebbero versare in stato di degrado», risponde secco Cota, animato solo da humana pietas. L'amor patrio lo lascia agli alleati del Pdl e ribadisce: «In tempo di crisi le spese vanno fatte in modo oculato». Mercedes Bresso risponde dalle ferie ricordando che «il programma per le celebrazioni è stato finora finanziato dalle istituzioni piemontesi perché il governo non ci ha ancora dato nulla. Sono stata molte volte nella villa di Cavour e mi sembrava tenuta bene. E' gestita da una fondazione. Sono comunque previsti degli interventi di recupero. Ma sia chiaro, i 150 anni non devono essere l'occasione per restaurare l'Italia, bensì per riflettere sull'unità dello Stato». Il problema sono sempre i soldi: «Ci siamo fatti carico dei lavori più urgenti - ha spiegato il governatore - come il riallestimento del museo del Risorgimento a Torino. ll programma è stato comunque fortemente ridimensionato. Cota ha la coda di paglia». Che i monumenti simbolo del Risorgimento versino in pessimo stato è per condizione abbastanza diffusa. A Roma, la tomba di Mameli al cimitero del Verano è in stato di quasi abbandono: il Tricolore è appuntato con un sasso al petto della statua annerita. Anche al Gianicolo la statua in piazzale Anita Garibaldi è puntellata da mesi. «Il degrado non è imputabile alla politica, ma ci dobbiamo porre il problema del decoro dei monumenti del Risorgimento, magari chiedendo aiuto al mondo dell'associazionismo», commenta Italo Bocchino (Pdl), che ribadisce per la necessità delle celebrazioni: «Bisogna ricordare i 150 anni e tenere in ordine quei luoghi».