L'intervista. Il capogruppo pdl alla Camera: una riduzione è senz'altro opportuna ROMA «Le parole del presidente Napolitano sono molto apprezzabili perché forniscono una cornice entro cui collocare le manifestazioni per il 150 anniversario dell'unità d'Italia e aiutano il governo a sfrondare quei progetti faraonici ipotizzati dal precedente esecutivo». Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, non è per nulla sorpreso per la puntualizzazione del Quirinale. Anzi. «E' un intervento, e lo dico non certo per diplomazia, condivisibile», rimarca l'esponente della maggioranza. Perché? «Innanzi tutto perché vi colgo una sollecitazione a definire l'insieme delle iniziative per ricordare l'unità d'Italia e anche perché è un invito a ridimensionare l'impostazione monumentale di cui si è sentito parlare in questi giorni». A che cosa allude? «Alludo a quanto ho letto su alcuni giornali secondo cui ogni Regione avrebbe dovuto mettere mano a opere che non c'entrano nulla con l'unità d'Italia dando così la sensazione di volere dilapidare risorse pubbliche a scopo clientelare. Indiscrezioni che espongono ad attacchi che vanno evitati fornendo, al contrario, un quadro di rigore alle celebrazioni e anche uno spessore al pluralismo delle interpretazioni storico-culturali. Il problema, per essere chiari, è quello di non fare una miriade di opere pubbliche». Lei quindi legge queste parole come un'apertura a una pluralità di voci e non come una critica? «Il nocciolo è avere una pluralità di iniziative invece che un incentivo a fare opere pubbliche di dubbia utilità. Servono cioè occasioni per stimolare un dibattito tra le diverse interpretazioni del processo che ha dato luogo alla nascita dell'Italia unitaria e che è il modo migliore per non fare una celebrazione retorica. Sono convinto, e le parole di Napolitano mi confermano un questa opinione, che serva aprire un grande confronto culturale nel Paese sul modo attraverso cui si è arrivati alla sua unità». Che cosa intende quando sostiene che serve aprire un confronto? «Intendo discutere tra quanti sostengono la lettura crociana di quel processo, la lettura gramsciano-marxista, la lettura cattolico-integralista. Voglio dire che non esiste un solo modo di interpretare quel fenomeno complesso che ha poi portato all'Unità dell'Italia. Un grande dibattito su questo tema sarebbe positivo e darebbe l'impressione di un Paese che sa guardare alla sua storia usando lenti storiografiche diverse». Il Presidente tuttavia parla di un ridimensionamento del programma di investimenti e invita il governo a indicare nel concreto le risorse da destinare all'anniversario. «un ridimensionamento è opportuno e le opere da realizzare dovranno essere assolutamente simboliche, non devono cioè provocare una dilapidazione di denari pubblici». Lei, insomma, non coglie critiche. Ma il governo è in ritardo? «Il governo farà la sua proposta. Proposta che non può essere quanto ipotizzato dal precedente esecutivo i cui propositi - ribadisco un vasto piano di opere pubbliche - si espongono a critiche più che giustificate. Quanto al supposto ritardo lo escludo. Il ministro Bondi ci ha lavorato e sta approntando un piano dettagliato. Ed è del tutto evidente che l'intervento del Presidente aiuta il governo a sfrondare le cose che c'erano prima».