«Esporre le finte teste di Modigliani permanentemente, in un luogo pubblico? La mia risposta è che prendo atto del problema. Ci sto ragionando. Tutto sta nel capire come impostare la questione». Queste le parole dell'assessore alla cultura, Mario Tredici, che non si sbilancia sul dibattito in corso ma neanche alza un muro sull'eventualità di tirar fuori dalla polvere dei magazzini del Comune le tre pietre che la storia dell'arte non l'hanno fatta (sarebbe successo se fossero state autentiche), ma quella della critica sì, anche se in negativo. «Il dibattito - spiega Tredici - si pone sotto più strati. Le pietre sono opera di due soggetti diversi, con intenti differenti. Da un lato c'è una pietra creata per burla: una goliardata. Dall'altro due teste di Angelo Froglia, che aveva in mente una provocazione nei confronti della critica. Capire dove metterle e che interpretazione darne è una questione che non può esser risolta in pochi mesi, sull'onda dell'anniversario dal ritrovamento. Deve essere ben ponderata: il rischio di fare qualcosa di provinciale e superficiale è alto e si farebbe disonore anche a Modigliani, che dalla sua città meriterebbe un po' di pace». Così, quando si chiede quali potrebbero essere le sedi per accogliere eventualmente le pietre, l'assessore mette le mani avanti: «Non un museo: troppo impegnativo. Ripeto, dipende dalla chiave di lettura che vogliamo dare. E non scordiamoci che a Livorno questo non è l'unico problema». E le opere (quelle sì che lo sono) di arte contemporanea dell'allora Museo di arte progressiva di villa Maria, anch'esse sepolte nei magazzini? «C'è in progetto - risponde - un Museo della città, in Venezia. Se andrà in porto, potrebbe essere la sede dove esporle». A.B.
LIVORNO. I falsi in mostra? Ragioniamoci, ma occhio al provincialismo
L'assessore alla cultura di Livorno, Mario Tredici, si è espresso sul ritrovamento delle tre pietre di Modigliani, che sono state scoperte nei magazzini del Comune. Tredici ha affermato che la questione di esporle in un luogo pubblico è complessa e che non è possibile risolverla in pochi mesi. Ha suggerito che le pietre potrebbero essere esposte in un museo, ma ha anche espresso preoccupazioni per il rischio di fare qualcosa di provinciale e superficiale. L'assessore ha anche menzionato il problema delle opere di arte contemporanea dell'allora Museo di arte progressiva di villa Maria, che sono anch'esse sepolte nei magazzini.
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