Una griffe per chi lavora a contatto con i cittadinI. Per i tassisti lassessore Terzi pensa a uno sponsor che paghi le spese La divisa per i tassisti? «Un modo, non lunico, per dare il segnale di uno "stile Milano", che sia un tratto forte di identità per turisti e milanesi». La proposta di creare una divisa per i guidatori delle auto pubbliche milanesi, lanciata dallassessore al Commercio e alla Moda Giovanni Terzi in vista dellappuntamento con Expo, fa discutere, ma serve anche a mettere a fuoco idee e progetti del futuro prossimo. Primo fra tutti: quello di "marchiare" con il logo della città i dipendenti comunali che entrano in contatto con il pubblico, offrendo ai turisti che arrivano in città un segno riconoscibile non solo sulle auto bianche. Lassessore al Turismo, marketing territoriale e identità Massimiliano Orsatti sta lavorando da mesi al marchio "Città di Milano", la rivisitazione dello stemma tradizionale (con la banda rossa che fuoriesce dallo scudo crociato visconteo sormontato da uno stilizzato Castello Sforzesco), con un bando tuttora aperto per fare operazioni di co-branding. «Stiamo pensando di utilizzare il marchio "Città di Milano" anche su magliette o polo da far indossare ad alcune categorie di dipendenti comunali, come quelli che lavorano nei musei e nelle biblioteche, in alcune sedi del Comune, oppure i bidelli nelle scuole: non una divisa, ma un segno distintivo che aiuti turisti e cittadini a orientarsi». Un progetto che ha già incontrato linteresse di alcuni stilisti milanesi, che potrebbero disegnare le magliette. Gli stilisti, del resto, hanno già mostrato interesse, ieri, per la proposta dellassessore Terzi sulle livree per i tassisti. Che si chiedono: chi dovrebbe finanziare realizzazione e acquisto dei capi di abbigliamento? «Potrebbe essere il Comune, uno sponsor privato, i tassisti stessi: per ora limportante è pensare a un progetto che contenga lidea delle divise, ma anche quella della necessità, per chi guida un taxi, di conoscere le lingue straniere», spiega Terzi. Sul progetto avrebbe espresso un primo parere positivo anche il sindaco Letizia Moratti: al di là delle divise, però, avrebbe detto ai suoi assessori di volere progetti per una "Milano accogliente". Anche nelle piccole cose: come la possibilità, ora quasi inesistente, di pagare la corsa con carte di credito o bancomat. Poco convinto della necessità della divisa è lassessore alla Mobilità Edoardo Croci, che con i tassisti, in questi mesi, si sta confrontando su più tavoli. «Il nostro è un grande sforzo in più direzioni - spiega - : cè la necessità della conoscenza almeno dellinglese e delle strade di Milano, ma cè anche il costante impegno per il rinnovo del parco auto, uno dei più ecologici e nuovi dItalia». Con le associazioni di categoria Croci sta mettendo a punto nuove regole per i turni, ma ha anche concluso un importante accordo: da questanno i tassisti verranno sottoposti ai test antidroga e antialcol (previsti da una legge nazionale) a sorpresa. A settembre, poi, porterà in giunta una delibera che imponga ai tassisti di dare evidenza - magari con uno "strillo" sulle ricevute consegnate ai clienti - al numero telefonico per i reclami, che esiste già, ma pochi conoscono. Altre voci critiche, però, si levano sulla questione divise: «A Milano si è perso il criterio per valutare i problemi prioritari», commenta lex presidente della Provincia Filippo Penati. «I problemi dei tassisti sono altri: oggi, da coloro che promisero la difesa e il rilancio di Malpensa, di fronte al fatto che mancano corsie preferenziali e che molte sono utilizzate per la sosta di autoveicoli, la giunta Moratti non trova di meglio che lanciare lidea di una divisa griffata per i tassisti». Polemico anche Sandro Miano, presidente di Assoconsumatori Italia. «Nella città con i taxi più cari dEuropa, secondi i dati UBS, lassessore Terzi progetta di mettere i tassisti in livrea: aspettiamo la prossima trovata».
MILANO - Divisa con il marchio Milano per i dipendenti comunali
Lassessore al Commercio e alla Moda Giovanni Terzi ha lanciato la proposta di creare una divisa per i tassisti di Milano, che potrebbe essere finanziata da uno sponsor privato. Il progetto è stato presentato in vista dell'Expo e ha suscitato diverse reazioni, tra cui l'interesse di alcuni stilisti milanesi a disegnare le magliette. Il sindaco Letizia Moratti ha espresso un parere positivo, ma l'assessore alla Mobilità Edoardo Croci è stato più scettico sulla necessità della divisa. Altri hanno criticato la priorità data al progetto, considerandola un esempio di "Milano per Milano" che si perde il criterio per valutare i problemi prioritari.
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