DallItalia si aspetta moltissimo Intanto, suo obiettivo principe, il compimento della formazione. E poi linfa per i sogni dellinfanzia attraverso immagini reali Oramai Goethe si è ambientato a Napoli. Lincontro con la nostra città lo sta modificando interiormente creando da una sequenza di faglie una nuova superficie. La trama tessuta dal viaggio si configura come rifondazione esistenziale, che per uno scrittore si traduce in ritrovamento di sé nellattività artistica. Alla vigilia della partenza per lItalia, pochi giorni dopo il suo trentasettesimo compleanno, sospeso da qualsiasi condizione di obbligo o impegno, Goethe si riteneva pronto per vedere il nostro paese. In una lettera allamico Langer datata 29 aprile 1770, anni addietro, invece scriveva: «In Italia, Langer! In Italia ma non questanno. È troppo presto; non ho le cognizioni necessarie, mi manca ancor molto. Parigi sarà la mia scuola, Roma la mia università. Giacché essa è una vera universitas e quando la si è veduta, si è veduto tutto. Perciò non ho fretta di entrarvi». DallItalia Goethe si aspetta moltissimo. Intanto, suo obiettivo principe, il compimento della propria formazione. E poi nuova linfa per i sogni dellinfanzia attraverso immagini reali, un mondo di cose nuove, al contempo già note. Qui a Napoli gli antichi pensieri si vanno definendo eppure Goethe oggi lamenta ancora di avere difficoltà a rappresentarli incisivamente. Nella seconda parte del testo viene descritta la visita a Ercolano, un appuntamento oramai improcrastinabile. Una delle più significative realtà archeologiche, la cui storia comincia per caso. La scoperta di questa città sepolta è legata alla ricerca di materiali, esattamente marmi antichi per la villa del principe Elboeuf. Nel corso dei lavori casualmente vennero rinvenute alcune statue antiche. Alcuni di questi reperti, tra cui le famose statue velate, furono viste da Maria Amalia a Dresda presso la residenza del padre, il re di Polonia Augusto III e quando ella sposerà Carlo di Borbone, subito dopo il matrimonio lo spingerà a riprendere gli scavi nel punto in cui si era fermato il principe Elboeuf. A proposito del fatto che Goethe registra contrariato il divieto di fare disegni allinterno del museo di Portici nonostante una raccomandazione, vale la pena citare un passaggio di de Brosses: «Gli uomini che vi mostrano queste antichità sono rozzi ed estremamente gelosi; essi credono, penso, che uno voglia rubare le ricchezze con gli occhi». Beh, con gli occhi no