Il sindaco Renzi fa capire che laddio alla tramvia al Duomo è a un passo dallessere annunciato e lancia lidea della pedonalizzazione completa del centro. Dieci anni di progetti della giunta Domenici vengono buttati al vento. Le idee del sindaco sullo stadio, il tram, lalta velocità e il futuro infrastrutturale di Firenze. Matteo Renzi apre la finestra del suo studio a Palazzo Vecchio e sarrabbia: ma come si fa ad accettare questo orribile cantiere alluscita degli Uffizi? Bondi, il ministro della cultura, un messaggio glielo ha mandato: se non fate passare il tram dal Duomo, vi faccio non una ma mille pensiline di Isozaki. Il punto, sembra di capire, è questo: quanto conta Bondi? Un minuto dopo, il sindaco accende il pc (tiene a dire: il pc è il Comune, il MacBook, il computer che uso io, è Renzi) e clicca su Google Earth. Come in un film di Kubrick, dallalto dei cieli fiondiamo sulla città dellarte. Due cose, dice Renzi, impressionano: il verde che cè a Firenze e la mancanza di una circonvallazione, con quei due monconi di Varlungo e del Ponte allIndiano rimasti a mezzo. Altro che tramvia, a noi serve una circonvallazione: la chiederò alle Autostrade, mi diranno che loro faranno quello che è previsto dalla Variante di valico. Parliamo col sindaco perché tra vigilini che non ci sono più, messa in mora di Firenze mobilità, cambio di dirigenti e assessori, annunci di rivoluzioni nella mobilità, i dieci anni di Domenici sono svaniti nel nulla. Renzi sembra un sindaco dellopposizione, anche se vale lavvertimento: una cosa è dire, unaltra è fare. In attesa di vedere che cosa farà davvero, seguiamo il suo pensiero. Punto chiave è il trasferimento della stazione Tav a Campo di Marte. Si liberano i 300 milioni della stazione ai Macelli. Cè un ma: quei soldi non sono finanziamento pubblico ma soldi di Trenitalia. Se non li spende per la stazione, perché Trenitalia li dovrebbe regalare a Firenze? Su questa considerazione, Renzi lancia la nuova strategia. Lex sindaco aveva fatto della contrapposizione con Roma il perno ideologico della sua missione (si fa per dire) di sindaco e di presidente Anci. Renzi punta invece a trovare una intesa col governo centrale che ridia vita a Firenze. E pronto a rinunciare a qualcosa (come la tramvia al Duomo, a cui non ha mai creduto) in cambio di un accordo che gli permetta di portare a compimento qualcosa. Per questo i 300 milioni della stazione Tav devono restare a Firenze: magari per fare un tunnel Campo di Marte-piazza Beccaria in cui mandare un tram che arrivi sui lungarni e chissà fino alla Biblioteca. Lui pensa una cosa che prima era anatema: tra Beccaria e pieno centro ci sono 500 metri, possibile bloccare qualunque intesa su Firenze per far passare un tram dal Duomo che non rappresenta nessuna svolta strategica nella mobilità? Meglio riempire il centro di bussini elettrici e dare il via alla totale pedonalizzazione. E pensa anche una seconda cosa, un tempo anatema: non sarà venuta lora di chiudere lanello Varlungo-Ponte allIndiano? Torniamo allimmagine di Firenze su Google Earth. Perché non colleghiamo i grandi punti di aggregazione, ad esempio Careggi-Cascine-Oltrarno? E tutti quegli spazi verdi, inventiamoci funzioni a servizio della città che chiede aria pulita, giardini, funzioni avanzate. Nasce qui lidea che non si debba costruire più un metro cubo ma solo recuperare gli spazi abbandonati. Tra due anni avremo il via allammodernamento della stazione di S.M.Novella: insieme allex scuola dei marescialli e alla piazza di S.M.Novella si creerà una zona in cerca di rinascita: primo passo, giù la pensilina. Lo stesso vale per San Lorenzo e SantOrsola, a maggior ragione per lex Meccanotessile: diventerà un centro pubblico-privato per scuole di artisti e servizi al quartiere? Perché non unire anche Stibbert, a cui affidare un ruolo di centro propulsore dei rapporti artistici internazionali, con il Tepidarium e il Parterre? E poi: visto su Google, larea di Campo di Marte sembra una cittadella dello sport belle fatta, davvero serve un nuovo stadio? Come si vede una valanga di idee, suggestioni, ipotesi. Si intuisce che ci sono anche progetti in fase avanzata, ma serve una cornice generale in cui inserirli e questa ancora non cè. Perché non si sa su quali finanziamenti e su quali intese contare con Roma. I tempi però si stanno accorciando: tra due o tre settimane losservatorio regionale sulla Tav darà lultimo ok al vecchio progetto di tunnel ed è quasi certo che questo ok non ci sarà; entro pochi mesi dovrà essere redatto il piano strutturale, quello che dice che cosa dovrà essere fatto e in quale zona, pena il blocco di tutte le attività cantieristiche; prima del 2010 dovrà venire alla luce la legge speciale su Firenze. Non si aspettano soldi, ma un quadro normativo che renda più veloce lazione di chi vuole cambiare le cose.