La Soprintendenza ha avviato l'istruttoria della pratica: «E' la conferma dello scalo di cui parlano i testi antichi» La Soprintendenza per i beni archeologici sta «istruendo il vincolo per l'area indagata in via Firenze». La conferma arriva da Silvia Ducci (Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana), Marinella Pasquinucci e Stefano Genovesi (Dipartimento di scienze storiche del mondo antico dell'Università di Pisa), cioè i soggetti che hanno coordinato gli scavi effettuati in via Firenze. Secondo quanto affermano i tre studiosi, i reperti trovati durante le ricerche «hanno confermato la localizzazione del Portus Pisanus fornita dai testi antichi e restituito una grande quantità di reperti ceramici che gettano luce sui rapporti commerciali dello scalo con l'intero Mediterraneo». Arrivava vino dall'isola greca di Samo fra il VI e il V secolo avanti Cristo, prima che questo porto conoscesse un'impennata dei suoi scambi, confortata dal ritrovamento di anfore provenienti dall'Italia meridionale, dalla Tunisia e dall'Egeo. «La campagna appena conclusa - viene sottolineato - è stata dedicata allo scavo di un edificio a carattere commerciale, costruito attorno alla metà del I secolo avanti Cristo». Soprintendenza e Comune si sono accordati per la segnalazione degli interventi edilizi da compiere nelle aree di interesse archeologico ancora da studiare, e in gran parte di proprietà del Comune.