La collezione, mai esposta, è in attesa di restauro nei magazzini del museo. Adesso potrebbe tornare nella Rocca resa celebre dallamore tra Paolo e Francesca Protetto da mura merlettate e dal nuovo impianto di sorveglianza della Rocca, questo tesoro di oltre 300 pezzi - venduto nel 1927 dallultimo padrone del castello Umberto Zanvettori per ripagare il restauro del complesso - potrebbe tornare "a casa". Magari con un prestito, come si augura il sindaco di Gradara Franca Foronchi: «Del resto - ricorda - dal 1983, da quando è morta la seconda moglie di Zanvettori, anche il castello è diventato proprietà dello Stato e sarebbe il luogo ideale per esporre queste preziose armi ancora in attesa del restauro nei magazzini di Castel SantAngelo». Restauro che proprio il Comune fra Pesaro e Urbino sarebbe pronto a finanziare. Le armi non sono «mai entrate nel circuito espositivo» del museo romano, ricorda il deputato del Pd Massimo Vannucci nellinterrogazione parlamentare con cui ha chiesto a fine luglio il rientro a Gradara della collezione. «Un traguardo labbiamo raggiunto - spiega - il ministero dei Beni culturali ha già chiesto una relazione alla Soprintendenza statale». Il primo passo, dopo molti tentativi falliti, per rinconsegnare queste armi, e il loro carico di storia e fascino, al luogo dorigine. A quel castello che, forse complice la suggestione della passione tra Paolo e Francesca, è il monumento più visitato delle Marche.