A Massazza un castello sorveglia la strada per Biella custodendo le testimonianze di oltre mille anni di storia che lo stesso proprietario illustra ai visitatori Un percorso dagli esterni alle sale, dalle cantine alla cappella con affreschi trecenteschi "Un racconto architettonico che attraversa epoche diverse" Nel maniero vestigia celtiche e romaniche, ghibelline e lombarde. E una torre merlata dalla quale la vista può spaziare sul Monferrato e larco alpino Un castello raccontato dal proprietario, che ai visitatori offre una vera e propria lezione di storia, a partire da celti e longobardi per arrivare al Risorgimento. Succede a Massazza, maniero sorto verso il Mille intorno a un alto torrione quadrato su uno sperone della Baraggia, con al centro i potenti Avogadro. Questi possedevano nel Biellese una "rete" di insediamenti difensivi che comunicavano tra di loro con segnali luminosi in caso di pericolo. Tra questi il feudo rimasto nelle loro mani, con alterne vicende, dal Medioevo al XIX secolo e destinato dopo la cessione a destinazioni incongrue e a un ineluttabile degrado. Oggi il complesso appartiene con le terre circostanti alla famiglia Cavallari, che dopo il restauro e il recupero lha aperto al pubblico e dotato di strutture per eventi e spettacoli. Tra gli interventi effettuati, il consolidamento delle mura esterne, il riordino dellantico selciato daccesso, la creazione di un teatro arena. È proprio il padrone di casa Giorgio Cavallari ad accogliere ora gli ospiti nella corte e a guidarli in piccoli gruppi in unaccurata visita che comprende gli esterni, le sale, le cantine, la cappella con gli affreschi trecenteschi. «Gli edifici che compongono il castello, di varie epoche, formano un vero e proprio racconto architettonico che mi piace proporre ogni volta, partendo dalle fasi più antiche» dice. Ecco allora la motta celtica, il primo nucleo, divenuto un oppidum romano o longobardo. «Vi fu pure forse un mastio templare, come dimostra un manufatto tuttora disponibile, la base di un torchio medievale con croce trifogliata di San Maurizio». Nel Duecento i "mansi" furono assorbiti dalla Chiesa ed affidati a famiglie legate al potente vescovo di Vercelli, come appunto gli Avogadro (il nome deriverebbe dal latino advocati Ecclesiae). Nel XIV secolo cerano stati anche i Visconti, la loro presenza traspare dai merli ghibellini e dalle monofore tipiche dei castelli lombardi (una in particolare, in mattoni e di foggia gotica, è di rinomata bellezza). Per la posizione strategica lungo la via per Biella, il castello di Massazza è spesso coinvolto in lotte tra fazioni. Nel 1401 diviene proprietà degli Avogadro di Massazza, per essere annesso poi ai territori dei Savoia. In quel periodo si amplia e diviene residenza "incastellata". La storia prosegue nel 1690 con Prospero Flaminio, con cui si estingue un ramo degli Avogadro, e con il cugino conte di Collobiano, che eredita la proprietà. Tra i discendenti si ricorda nella prima metà XIX secolo Emiliano I Avogadro, deputato al Parlamento Subalpino e autore di una apprezzata opera sul socialismo. Il castello possiede are celtiche con parti votive: una cappella dedicata a SantAntonino e SantAnna conserva, oltre alle pitture parietali, una abside romanica e uno dei più antichi altari della zona. In passato era anche centro di raccolta dei prodotti agricoli delle terre che ne dipendevano e possedeva tutto loccorrente per la coltivazione dei campi, dai buoi, ai carri agricoli, agli aratri. «Negli anni Settanta del secolo scorso abbiamo sentito il desiderio di cambiare vita, ci piaceva lidea di un borgo autosufficiente e di una maggiore vicinanza alla natura: così è cominciata lavventura - continua Cavallari - Lintento era soprattutto ridare un ruolo a un bene così importante e degradato. Ci sono state grandi soddisfazioni, come quando il castello è stato inserito dal Ministero per i beni culturali, unico nella provincia di Biella, negli itinerari della Settimana della cultura. Noi siamo attivi, organizziamo mostre, concerti, affittiamo le sale per matrimoni, gli amministratori pubblici dovrebbero apprezzare di più questo impegno da parte di privati». Nel percorso di visita è inserita anche la torre sormontata da merli da cui si spazia con la vista sul Monferrato, sullOltrepò pavese e sullarco alpino. Già citata nel 1239 a proposito di un episodio della guerra tra il Comune e il vescovo di Vercelli, in quello che è il documento più antico sul castello, custodito nellArchivio vercellese, è stata scelta in anni recenti come picchetto per i rilevamenti topografici regionali. Al Castello di Massazza (Biella) si arriva con lautostrada Torino-Milano, uscita Carisio, S. S. Trossi 230, info 3358001258, giorgio-cavallarilibero. it, www. castellomassazza. com.