L'istituzione creata da Patrizia Sandretto, erede di una famiglia di industriali, è riuscita a coinvolgere anche esponenti dell'economia e della finanza LO DICEVANO i nostri vecchi: «Impara l'arte e mettila da parte». Ecco così la decisione di un manipolo di esponenti dell'economia e della finanza di entrare nel board della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione privata torinese per la promozione dell'arte contemporanea. Un mondo che con la scomparsa dell'Avvocato aveva perso un importante estimatore e, soprattutto, un geniale mercante, in grado di fare la fortuna di artisti pressoché sconosciuti. Creata da Patrizia Sandretto, erede di una ricca famiglia di industriali, nell'istituzione compaiono Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, e Enrico Salza, neopresidente di Sanpaolo-Imi. La presenza, forse per la prima volta insieme in un consiglio di amministrazione, . di questi due "pezzi da novanta" del sistema bancario ha alimentato, in città, nuove voci sulla possibile fusione tra i due istituti, un progetto bloccato nonostante le intemperanze del vice di Piazza Cordusio, Fabrizio Palenzona. Magari non sarà nel parallelepipedo postindustriale di via Modane (dove ha sede la Fondazione) che i due tesseranno le trame di quell'asse Torino-Milano, chiodo fisso di Salza, ma, come si dice, da cosa nasce cosa. Tra i cavalieri della tavolozza rotonda trovano posto Andrea Pininfarina, fresco vicepresidente di Confindustria e capo degli imprenditori torinesi, Roberto Testare, l'ex amministratore delegato Fiat Auto e oggi numero uno di Finmeccanica, Marco Testa, dell'omonima agenzia pubblicitaria, Marco Drago, presidente della De Agostini (diventata, in poco tempo, tra editoria, Lottomatica e assicurazioni, una delle più importanti conglomerate italiane). Ancora Marco Weigmann, avvocato d'affari di rango internazionale, Pier Luigi Sacco, prorettore dello IUAV di Venezia Ca' Foscari, Beppe Pichetto, presidente della Camera di Commercio subalpina, Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia. Tra pubblico e privato. Nomi eccellenti che affiancano la famiglia, tutta riconfermata al vertice della Fondazione: la signora Patrizia Sandretto, mecenate e gallerista (presidente), il consorte Agostino Re Rebaudengo, presidente del Teatro Stabile (vice) e i suoceri di quest'ultimo, Dino (presidente onorario) e Emilia Sandretto. «Stiamo per affrontare una nuova fase di crescita - spiega la presidente e rafforzare la nostra originale forma di gestione mista di pubblico e privato che abbiamo sperimentato con successo nei nove anni di attività. Per questo abbiamo voluto in consiglio nomi prestigiosi». In verità la decisione di coinvolgere i big della finanza è maturata dopo che la Regione Piemonte, in passato grande sostenitrice dell'istituzione (con generosi contributi da parte dell'assessore alla cultura, il ciellino Giampiero Leo), ha annunciato una riduzione dei finanziamenti.
Quando l'arte diventa business. II modello della Fondazione Re Rebaudengo
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione privata torinese per la promozione dell'arte contemporanea, ha coinvolto esponenti dell'economia e della finanza nel suo consiglio di amministrazione. Tra i nuovi membri ci sono Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, e Enrico Salza, neopresidente di Sanpaolo-Imi. La presenza di questi due "pezzi da novanta" del sistema bancario ha alimentato voci sulla possibile fusione tra i due istituti. La Fondazione ha anche coinvolto altri nomi prestigiosi, come Andrea Pininfarina, Roberto Testare, Marco Testa e Franca Sozzani.
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