Si terrà dal 23 al 27 agosto il 75esinio congresso mondiale dell'ifla (International federation of library associations and institutions) Ipermoderne o con l'odore del legno, universitarie o religiose, militari o pubbliche. Le sfaccettature delle biblioteche sono munite, ma da sempre il loro compito è uno solo: preservare e valorizzare il patrimonio culturale della storia. L'Unesco ha deliberato che la biblioteca dev'essere di facile accesso e le sue porte spalancate a tutti i membri della comunità, che potranno liberamente usarne senza distinzioni di razza, colore, nazionalità, età, sesso, religione, lingua, stato civile e livello culturale. Obiettivi non sempre facili da raggiungere in ognuno dei cinque continenti in cui è diviso il nostro pianeta e che periodicamente tornano di grande attualità proprio perché vengono involontariamente disattesi o deliberatamente non osservati. Ogni anno i bibliotecari di tutto il mondo si riuniscono per fare il punto della situazione e quest'anno, dal 23 al 27 agosto, l'appuntamento con il 75esimo congresso mondiale dell'Ifia (International federation of library associations and institutions) è di scena a Milano. Il primo grande evento sulla strada verso l'Expo 2015 porterà nel capoluogo lombardo oltre 4mila delegati e studiosi provenienti da 180 Paesi con in testa un obiettivo ben preciso: creare un ponte tra passato e futuro. "Libraries create future: building on cultural heritage" è infatti il titolo del congresso proprio perché le biblioteche di oggi sono luoghi che guardano sempre più al futuro, trasformandosi da luoghi depositari del sapere da trasmettere attraverso le generazioni a portali di accesso a contenuti affidabili, E in questo scenario muta naturalmente anche la figura del bibliotecario moderno, professionista a tutti gli effetti, impegnato a gestire e a conservare un patrimonio documentale che diventa sempre più digitale, e a facilitare l'accesso al mondo dell'informazione e alla conoscenza. Una sfida che l'italia raccoglie a piene mani per presentare al mondo intero la complessità e la ricchezza dell'attuale sistema bibliotecario italiano, sviluppatosi enormemente negli ultimi vent'anni e volto anch'esso ad alzare il reddito culturale di ogni cittadino, nonostante economia e politica non vi investano quanto dovrebbero, da sempre ritenuta variabile troppo fragile e lenta per assicurare ritorni efficaci , Ma in cosa è consistito effettivamente il balzo in avanti verificatosi nel sistema bibliotecario del nostro Paese? Direi che ci è dovuto a molti. fattori - spiega Mauro Guerrini, presidente del comitato nazionale fila 2009 e docente di Biblioteconomia all'Università Statale di Firenze - e due in particolare: ad corso degli anni Settanta lo Stato centrale ha delegato alle Regioni le competenze in materia di biblioteche, e molte Regioni (soprattutto del Nord e del Centro) hanno approvato leggi che favorivano la nascita di biblioteche pubbliche in ogni comune. Grazie a ciò è nata una nuova generazione di bibliotecari, molto motivata e competente, che ha reso le biblioteche centri di documentazione di riferimento sociale e culturale, offrendo agli utenti un servizio bibliografico sempre più puntuale. L'altro fattore è lo sviluppo delle biblioteche universitarie, che oggi rappresentano senza dubbio una parte avanzata del mondo bibliotecario italiano per il servizio di informazione e documentazione bibliografica, relativa sia alle spesso molto ricche collezioni fisiche, sia alle altrettanto e forse ancor più ricche collezioni digitali. Cosa si aspetta da questi cinque giorni dedicati interamente al sistema biblioteche? Il congresso Ifla è il più importante momento di aggiornamento professionale e scientifico dei bibliotecari di tutto il mondo: saranno presentati i risultati del lavoro condotto da gruppi di esperti per la gestione efficace delle biblioteche, come ad esempio le nuove 'Regole di catalogazione italiane' (Reicar). Mi aspetto soprattutto che le biblioteche siano considerate da amministratori, politici e cittadini centri essenziali per la loro crescita intellettuale e, di conseguenza, siano dotate di tutti gli strumenti economici e professionali necessari per raggiungere questo scopo . Visto che anche sul fronte biblioteche l'Italia viaggia a velocità differenti a seconda delle regioni, cosa si sta facendo in concreto per far si che il sistema bibliotecario offra in tutto il Paese servizi sincronizzati e perfettamente funzionanti? L'Associazione italiana biblioteche (Aib) cerca di sollecitare tutti i livelli istituzionali a inserire le biblioteche nell'agenda delle politiche pubbliche e a stanziare adeguati finanziamenti; promuove corsi di aggiornamento del personale, proprio per superare questo gap che penalizza in particolare le realtà del Sud. Inoltre organizza, assieme al Centro per la salute del bambino e all'Associazione culturale pediatri il progetto Nati per leggere, diffuso su tutto il territorio nazionale. Tuttavia ciò che più conta a livello istituzionale (Stato, Regioni, Province, Comuni) è un insieme coordinato di politiche e interventi fortemente radicato sulla cooperazione, sulla condivisione di risorse. Si tratta di irrobustire servizi e infrastrutture del Servizio bibliotecario nazionale (Sbn), la rete di biblioteche italiane più diffusa nel nostro Paese, e di investire sulle reti territoriali collegate al network nazionale. Ciò che più conta è convincersi della necessità della cooperazione e di considerare le biblioteche come parte di un sistema che le riunisce tutte, in modo che le realtà più ricche possano condividere con le altre il proprio patrimonio di informazioni, documenti, esperienze, conoscenze, capacità di servizio. Secondo lei perché lo Stato e le istituzioni in generale non puntano mai sulla cultura e tanto meno sulle biblioteche? Qual è il rischio per la comunità? Le risposte possono essere molte: mi verrebbe da dire perché ne hanno paura. Il 'Manifesto Unesco per le biblioteche pubbliche' del 1994 recita: 'La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un'istruzione soddisfacente, così come da un accesso libero e senza limitazioni alla conoscenza al pensiero, alla cultura e all'informazione'. Cittadini bene informati, dunque, costituiscono una garanzia, ma anche un 'pericolo' per quegli amministratori che non dovessero operare per il bene comune. La scarsa sensibilità per le biblioteche si ha spesso anche da persone bene 'istruite' che privilegiano magari una serata canora che può costare come l'equivalente delle spese di un anno di una struttura stabile e sempre disponibile verso i cittadini quale è la biblioteca , Professor Guerrini in Italia non mancano di certo scuole di specializzazione, master e corsi universitari in biblioteconomia, bibliografia, archivistica, documentazione e materie affini. Consiglierebbe oggi a un giovane dl intraprendere la professione di archivista o di bibliotecario? Certamente si, Si tratta di una professione intellettuale che credo avrà sempre più spazio e riconoscimento nel futuro, nella società della conoscenza quale viviamo. Alcuni miei studenti sono stati assunti a tempo indeterminato in strutture stabili e di ottimo livello qualitativo, altri hanno vinto quei pochi concorsi pubblici banditi negli ultimi anni, soprattutto dalle Università. La professione bibliotecaria, come quella archivistica, hanno ormai uno spettro molto vasto: dal manoscritto al libro antico, alla biblioteca digitale, dall'acquisizione alla catalogazione, al reference (servizio di informazione e documentazione), alla gestione dei siti web. È una professione molto variegata nella quale ciascuno può trovare, se lavorerà in una grande struttura, la dimensione che preferisce . È dei giorni scorsi un attacco molto forte del Sole 24 Ore allo Stato in fatto di finanziamenti alle biblioteche ministeriali, sempre più ridotti sino anche ad azzerarsi in alcuni casi (si veda il caso della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze), ma anche un quadro abbastanza desolante del sistema biblioteche in Italia, con attese infinite per poter consultare un libro e personale assolutamente inadatto. È effettivamente questa la situazione in Italia? Il sistema bibliotecario italiano presenta certamente lacune vistose, che abbiamo denunciato molte volte, fra cui al congresso Aib del 2007. Il finanziamento statale alle biblioteche è irrisorio e per giunta diminuisce ogni anno. Altro aspetto gravissimo è la carenza del personale: dal 1984 lo Stato centrale non bandisce concorsi per le biblioteche e dal 1978 per gli archivi statali, eccetto un concorso del 1990 con cui furono assunti meno di dieci bibliotecari. In alcune realtà il personale non è professionale. Tuttavia lo Stato stesso deve razionalizzare e qualificare gli interventi sul comparto biblioteche concentrandoli sulle competenze fondamentali. Di chi è la responsabilità? Dei bibliotecari o degli amministratori responsabili della politica verso le biblioteche, meglio, verso i cittadini? In Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania lo Stato destina milioni di euro per la promozione della lettura. In Italia il 'Centro per il libro' gestisce (e direi molto bene) cifre incommensurabili con le altre nazioni europee. La Biblioteca nazionale centrale di Firenze cura la Bibliografia nazionale italiana (Bni), il censimento di quanto viene pubblicato nel nostro Paese, un servizio importantissimo quanto ahimè poco conosciuto. In Francia il medesimo servizio è curato da centinaia di bibliotecari esperti, mentre in Italia la Bni è redatta da una decina di persone, da oltre trenta di pochi anni fa, molti dei quali ora in pensione e mai sostituiti. Quando si capirà che i servizi di informazione bibliografica contribuiscono alla qualità complessiva di una Nazione?. È dello scorso anno un articolo a firma di Umberto Eco dal titolo Libri in Gabbia in cui si auspicava, per il futuro, biblioteche che facciano venire la voglia di andarci, o come dice Borges, universi a misura d'uomo. Lei è d'accordo? Certamente: e lo stanno facendo. Molte biblioteche di recente istituzione presentano architetture funzionali che sollecitano il pubblico a usarle. Anche in questo caso si tratta di trovare una sinergia tra amministratori, architetti e bibliotecari. Se dovesse riassumere in tre parole chiave il concetto di biblioteca oggi direbbe che la biblioteca è.,.? Una struttura fisica e virtuale (la biblioteca digitale) che offre un servizio di informazione e di documentazione essenziale per ogni cittadino.
Avanti!
19 Agosto 2009
MILANO - Riparte da Milano il futuro delle biblioteche.
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Mauro Clerici
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