La resa, o il compromesso, è una questione di centesimi. Anzi di milioni: «Digitalizzare una pagina ci costa da 0,12 centesimi a 0,74 euro a seconda del formato - calcola Denis Bruckmann, direttore generale aggiunto e direttore delle collezioni della Bibliothèque Nationale de France (Bnl) - Soltanto per digitalizzare i fondi della Terza Repubblica (dal 1870 al 1940, ndr) ci servono dai 50 agli 80 milioni di euro. Per Gallica, il nostro progetto online, lo Stato ci dà 5 milioni di euro all'anno. Non abbandoneremo Gallica. Ma se Google ci permette di andare più veloce e più lontano, perché no?». Pourquoi pas? Forse non sono pazzi questi galli. La Bnf, custode della cultura francese, 30 milioni di volumi di carta, ammette per la prima volta di trattate con il motore di ricerca più grande del mondo. Motore americano. «Si, stiamo negoziando» ha detto Bruckmann, calcolatrice alla mano, al quotidiano economico La Tribune. «Potremmo arrivare a un accordo nei prossimi mesi». Giravolta clamorosa: nel 2005 la Bnf, sotto la presidenza di Jean-Noel Jeanneney, aveva rigettato le offerte d'Oltreoceano per la digitalizzazione del proprio patrimonio, mettendosi alla testa di un progetto europeo concorrente. Ora, mentre Europeana arranca con 4 milioni di titoli on-line, l'armata di Google conquista volume a un altro ritmo. Come Bolt contro Gay. Dieci milioni di opere (1,5 miioni protetti dal diritto d'autore), 25 mila editori e soprattutto una trentina tra le biblioteche più ricche del pianeta. Prima grandi istituzioni universitarie Usa (Stanford[ e Harvard) poi l'inglese Oxford sono venute a patti con il gigante californiano aprendo gli scaffali agli scanner. Poi La Biblioteca Nazionale Catalana. In Francia l'unica a cedere finora la Biblioteca dell'università di Lione. La Bnf è un'alta cosa. La Bnf «è» la Francia (dipende direttamente dal ministero della Cultura). Mentre gli editori privati (in ordine sparso) chiamano alla resistenza, la ministra all'economia digitale Nathalie Kosciusko-Morizet non chiude la porta al compromesso. «Un accordo deve rispettare il diritto d'autore, cosa che al momento Google non sta facendo». Frasi di circostanza o il segno che, se gli americani vogliono la cultura francese, dovranno pagarla cara, molto più di 0,72 centesimi a pagina?
PARIGI - La Francia si consegna a Google. La Biblioteca nazionale tratta per digitalizzare i suoi volumi.
La Bibliothèque Nationale de France (Bnf) sta trattando con Google per digitalizzare i suoi fondi. Il costo della digitalizzazione è alto, tra i 50 e gli 80 milioni di euro. La Bnf ha già ricevuto 5 milioni di euro all'anno per il progetto Gallica. Google offre la possibilità di raggiungere più velocemente e più lontano i dati, ma la Bnf deve rispettare il diritto d'autore. La ministra all'economia digitale Nathalie Kosciusko-Morizet non chiude la porta al compromesso, ma Google non sta ancora rispettando il diritto d'autore. La Bnf è un'alta istituzione e la sua collaborazione con Google potrebbe essere importante per la cultura francese.
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