I musei cittadini? Una vergogna. Le monumentali chiese partenopee? Da troppi anni trascurate. Le politiche del turismo all'ombra del Vesuvio? Gestite in maniera catastrofica da amministratori miopi ed incapaci. Ed ecco la soluzione: «Alle prossime elezioni regionali mi proporrò come assessore alla cultura della Regione Campania perchè non si può più consentire che musei, chiese ed edifici storici siano abbandonati a se stessi in una città che non ha nulla da invidiare alle grandi metropoli europee». L'ex ministro e critico d'arte Vittorio Sgarbi ha deciso di scendere in campo per Napoli. Il sindaco di Salemi parla al telefono dalla Sicilia e ne ha per tutti. Non risparmia commenti a nessuno e ci tiene a precisare che se la condizione del turismo e della cultura a Napoli raschiano il fondo del barile è colpa di una mentalità sbagliata. Strabismo culturale, amministrazioni dedite al malaffare ed una poca o nulla considerazione del privato. Sono questi i mali del comparto turistico partenopeo secondo Sgarbi che, invece, promette una ricetta per la risalita. Anche quest'anno i musei in città sono una valle di lacrime, sale chiuse e visitatori allo sbando di chi è la colpa? «Le responsabilità sono da dividere tra la direzione dei musei e quella turistica regionale. In generale la mancanza di attenzione per l'arte è legata alla convinzione che il turista sia distratto. C'è meno impegno ed anche meno interesse nel tenere un museo aperto e lo si tiene a mezzo servizio quando in vece bisognerebbe tenerli aperti garantendo turni e custodi anche nei giorni di vacanza. il Museo è come una città, sarebbe impensabile chiuderlo per ferie, ma questo è ciò che puntualmente accade d'estate,,. Questo è il caso del museo Archeologico come denunciato dalle pagine del Roma, che ne pensa? «All'Archeologico si è pensato che fosse più importante l'arte contemporanea che millenni di storia, così hanno aperto le sale a delle schifezze come la mostra sugli anImali di Daniel Hirst. La colpa è di certa organizzazione strabica che non valorizza le peculiarità che caratterizzano il Museo e si orienta verso un obiettivo sbagliato». Eppure la città che dovrebbe attirare tantissimi turisti... «Va ripensato il rapporto tra turismo ed eventi. Le mostre artistiche così come i musei fanno schifo perché è tutto lasciato al caso. Non funziona nulla da nessuna parte. Se fossi il ministro del turismo farei una rivoluzione. E anche colpa di una mentalità che andrebbe corretta o puntualizzata. Napoli non è meno interessante di Parigi ma non fa gli stessi numeri perché? Forse è arrivata l'ora di far intervenire i privati nella gestione». Una buona risorsa, invece, potrebbe essere il turismo religioso... «Le chiese sono un altro problema di Napoli. Non si può più consentire che queste aree vengano abbandonate. E necessario che l'investimento culturale, insieme ai lavori pubblici e al turismo, sia produttivo; per questo immagino una Lista per la civiltà Meridionale candidandomi, ad assessore regionale alla cultura e chiedendo consenso per un grande progetto di investimento». Che ne pensa dell'arte contemporanea? «Bassolino ha creduto di investire in cultura commettendo l'ingenuità di rivolgersi a personaggi come Bonito Oliva e Cycelin, degli ignoranti. Si è fatta solo una piccola parte di cultura, che alla fIne coincide spesso con la discoteca. Perchè il livello medio dell'arte contemporanea coincide con la discoteca e le canne, quindi non meraviglia che si finisca così».