E ieri è iniziata la sesta edizione della Settimana della cultura I beni artistici, un comparto su cui intervenire attraverso i Fondi strutturali erogati dalla Commissione europea; risorse culturali come volano dello sviluppo economico del territorio, come strumento privilegiato per una gestione integrata di beni e servizi. Se ne è parlato a Roma nell'ambito del convegno " Fondi comunitari e risorse culturali: lavori in corso". La programmazione dei fondi strutturali 2000-2006 riguarda, fra le altre regioni del Sud, anche Calabria e Sicilia; la scommessa sta nel riuscire a fare emergere le potenzialità economiche e occupazionali del patrimonio culturale che le due regioni custodiscono inalterato nel tempo. Ma serve una strategia di intervento integrata fra ambiente, cultura e turismo e, secondo quanto ha detto Maria Grazia Bellisario, dirigente del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del ministero per i Beni e le Attività culturali, è la prima volta che in modo sistematico i beni culturali entrano a far parte delle direttrici principali su cui si può rifondare lo sviluppo del Mezzogiorno. Per la misura d'intervento destinata alle risorse culturali il Quadro comunitario di sostegno 2000-2006 prevede un finanziamento complessivo di 2,7 miliardi di euro, di cui 1,2 a carico dei fondi strutturali europei, 1,2 a carico dello Stato italiano e 300 milioni di provenienza privata. È il ministero per i Beni e le Attività culturali a definire gli obiettivi generali del programma, insieme con il ministero dell'Economia e delle Finanze, il Gruppo di lavoro costituito ad hoc. Nello specifico però, è sovrana l'autonomia delle Regioni e degli Enti territoriali che realizzano i progetti integrati, lasciando fare tutte le valutazioni del caso sui risultati conseguiti. Da qui alla fine della programmazione, nel 2006, i risultati attesi sono, secondo Raffaele Colaizzo del Formez «un aumento dell'occupazione, attraverso il potenziamento della filiera dei beni culturali, una maggiore identità culturale e dunque una gestione appropriata dei beni e del territorio circostante, uno sviluppo delle infrastrutture e dei servizi». Finalmente si può andare oltre il principio della conservazione del bene fine a se stesso, infatti un'altra novità legata alla programmazione messa in campo dal Quadro comunitario di sostegno è la stretta e inusuale collaborazione tra cultura ed economia, tra i teorici del patrimonio e i tecnici delle finanze; tra esperti del campo e istituzioni locali. Sempre ieri è iniziata per durare fino al 30 maggio, la sesta edizione della Settimana della cultura, che ha per slogan "Le arti, i monumenti e il paesaggio: il tesoro degli italiani". Promossa dal ministero per i Beni e le Attività culturali in collaborazione con le Soprintendenze locali, oltre a rendere accessibili gratuitamente tutti i musei statali, le aree archeologiche, i parchi e i giardini, prevede anche quest'anno molte attività articolate sull'intero territorio nazionale. «Lo slogan che abbiamo scelto per la sesta edizione della Settimana della cultura-ha dichiarato il ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani - incarna l'essenza di questa manifestazione: il nostro Paese, in cui nei millenni uomo e natura hanno plasmato un paesaggio unico al mondo e in cui grandi civiltà hanno espresso altissimi livelli artistici, custodisce un patrimonio culturale senza pari. Questo è il vero tesoro degli italiani, che dobbiamo imparare a conoscere, amare e difendere, e la "Settimana della cultura" offre l'opportunità di visitare nuovi luoghi o riscoprire sotto una nuova luce musei o monumenti già noti».
Intervenire attraverso Fondi strutturali erogati dall'Ue
La sesta edizione della Settimana della cultura è iniziata a Roma, con il convegno "Fondi comunitari e risorse culturali: lavori in corso". La programmazione dei fondi strutturali 2000-2006 prevede un finanziamento complessivo di 2,7 miliardi di euro per le risorse culturali, con 1,2 miliardi provenienti dai fondi strutturali europei, 1,2 miliardi dallo Stato italiano e 300 milioni di provenienza privata. Il ministero per i Beni e le Attività culturali ha definito gli obiettivi generali del programma, insieme con il ministero dell'Economia e delle Finanze, e le Regioni e gli Enti territoriali realizzano i progetti integrati.
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