Il piatto piange: per i monumenti dei comuni terremotati al momento ci sono soltanto i fondi necessari ad evitare che crollino. A quasi cinque mesi dal sisma, i centri storici dell'Aquila e dei centri colpiti sono off limits, nessuno osa neppure parlare di restauro e i Grandi che si erano offerti (a parole) di aiutare l'italia a recuperare questo immenso patrimonio si sono defilati. Su questo tema abbiamo intervistato il vice-commissario ai beni culturali Luciano Marchetti, in prima linea per salvare chiese e monumenti dell'Aquilano. Il governo stanzierà 20 milioni di euro per i beni culturali. Considerato il disastro che abbiamo di fronte; è decisamente poco. Facciamo chiarezza: quei venti milioni sono solo per la messa in sicurezza dei monumenti e non per il loro restauro. L'ordinanza in questione prevede una somma che ci consentirà di proseguire nelle attività che finora abbiamo espletato attraverso i vigili del fuoco, intervenendo durante l'emergenza con puntellamenti e altre operazioni. Questo, si badi, ci ha permesso di risolvere 150 casi gravissimi e con i nuovi fondi potremo intervenire a più ampio raggio, anche con interventi radicali. Dobbiamo prima di tutto tenere in piedi quel che c'è in modo che non vada in malora; altro discorso, anche sul piano finanziario, è quello del futuro restauro dei beni storico-artistici lesionati , Se non si interverrà subito, cosa succederà al centro storico dell'Aquila? Il danno aumenterà. La situazione sta già peggiorando in maniera concreta, quotidianamente. Che fine ha fatto la lista di nozze lanciata dal premier per l'adozione dei 45 monumenti più importanti? Diciamo che procede, anche se non sta andando avanti nel migliore dei modi. Procede molto lentamente. Noi speriamo di farcela anche se non tutti saranno adottati, temo. Francia e Spagna adotteranno, come si era detto, le Anime Sante e il Forte spagnolo? Esiste una promessa abbastanza concreta di Parigi sulla chiesa di Santa Maria del Suffragio, ma il resto è tutto "in mente dei", almeno per ora. Siamo ai contatti, non agli atti concreti, purtroppo. Parlando del restauro, il conto della spesa è infinito: sedici milioni per Collemaggio, 20 per San Bernardino, più di 30 per il complesso di San Massimo... Confermo quanto ho detto mesi fa ad Avvenire: serviranno almeno tre miliardi di euro per restituire al mondo l'intero patrimonio danneggiato dal terremoto. Ed è una stima di larga massima, basata sulle rilevazioni che abbiamo effettuato in questi mesi. Potrebbe anche lievitare. Dove si troveranno i soldi per un'operazione così immensa? Credo che l'onere di questi interventi spetti allo Stato ma non chiedetemi lumi sulle fonti di finanziamento. Sarà il ministro Tremonti individuare la strada migliore. l'i ntervista Marchetti (Beni culturali): servono tre miliardi.