Ha di che essere contenta, la soprintendente La Pinacoteca di Brera, che dirige, è reduce da un grande successo di pubblico. Il giorno di Ferragosto, effettuando un'apertura straordinaria con ingresso gratuito e orari prolungati (fino a tarda sera) ha attirato dodicimila visitatori: un record. E nei giorni scorsi ha incassato i complimenti del supermanager dei musei Mario Resea, sia per telefono che a mezzo stampa, (vedere l'intervista pubblicata ieri da Libero). Adesso, però, viene il difficile, perché il museo milanese, in vista dell'Expo 2015, dovrebbe fare il salto di qualità. Da tempo è in ballo il progetto della Grande Brera. E si pensa a un allargamento dello spazio espositivo e a tutta una serie di modifiche necessarie ma difficoltose. Nei giorni scorsi si è discussa la possibilità che la Pinacoteca venga commissariata. Come ha spiegato Resca al Sole 24 0re, «il ministro Bondi ha detto di voler realizzare, entro il 2015, la Grande Brera, un polo museale competitivo a livello europeo. Cosa che oggi non è. Il commissariamento è uno strumento che accelera i tempi burocratici e lo stiamo valutando». Secondo le indiscrezioni raccolte da Libero, l'ipotesi sembra piuttosto consolidata e pare che ad assumere il ruolo di commissario potrebbe essere proprio Mario Resca. «Ho letto da più parti che il ministro Bondi vorrebbe commissariare Brera», dice la Bandera, «e ho fiducia che farà la scelta più utile. Noi abbiamo dimostrato che le forze interne sanno lavorare in modo moderno. Per ora, sul commissariamento non ho nulla di ufficiale». Sulla possibilità che sia lo stesso Resca a ricorprire l'incarico straordinario, la soprintendente sembra ottimista. «E' una persona molto pratica. L'ho conosciuto il dicembre scorso: era la festa di Sant'Ambrogio, ma io mi trovavo a Brera e lui è passato a visitarla. L'abbiamo girata in lungo e in largo, abbiamo guardato ovunque. Allora il suo incarico non era ufficiale, si cominciava soltanto a dire che sarebbe diventato il supermanager dei musei. Per quanto proveniente da un'altra cultura, quella manageriale, mi è sembrato dotato di un forte interesse personale perimusei. E forse avere una persona a occuparsi dei servizi per il pubblico potrebbe essere utile». MIGLIORARE I SERVIZI Già, perché il piano del manager è proprio quello di migliorare i servizi dei musei per gli utenti, di farli diventare più user fiendly. «Non si tratta soltanto di staccare più biglietti», precisa la Bandera. «Si tratta soprattutto di far percepire alle persone che il patrimonio che abbiamo appartiene a loro, va amato e conosciuto. Dobbiamo fargli conoscere quello che abbiamo e permettere loro di appassionarsi». L'idea è la stessa di Resca: radicare imusei sul territorio. Un modo per attirare anche il sostegno dei privati, dei mecenati. Già, ma i privati sono attirati soprattutto dai musei pieni», replica la sovrintendente, «e i musei pieni si ottengono coinvolgendo le persone». Per coinvolgere il pubblico, però, è indispensabile anche facilitare la fruizione dei musei. Con orari flessibili e magari dilatati nell'arco della giornata, con la possibilità di utilizzare bagni e punti di ristoro. «Dobbiamo offrire un buon servizio», dice Sandrina Bandera. «Le persone che vengono a visitarci devono avere la possibilità di passare volentieri una giornata. Io per esempio adoro i musei come il Metropolitan, che ha due ristoranti, due meravigliosi bookshop, servizi per il pubblico, didattica. Sono tutti aspetti che vonei portare a casa con me, quando vado a visitarli». PASSI AVANTI Brera, in questo senso, qualche passo avanti lo sta facendo, «o insistito perché i custodi quest'anno partecipassero a un corso d'inglese. E stiamo parlando di persone che in alcuni casi hanno solo la quinta elementare: è andato benissimo, segno che se il personale è motivato e coinvolto può lavorare bene. Poi stiamo mettendo accanto a tutte le opere didascalie in due lingue, grazie all'aiuto di Pirelli. Stiamo rinforzando l'illuminazione interna della Pinacoteca. La gara partirà a settembre, per ora restano i vecchi neon. Avere una nuova illuminazione significa recuperare i quadri. Abbiamo provato in una sala soltanto a installare luci nuove e più fresche. Durante la prova mi sono accorta che un quadro aveva il fondo dorato e non giallo: persino a noi addetti ai lavori una luce diversa fa guardare le opere in una prospettiva nuova», rimane per una serie di problemi, legata soprattutto allo spazio. «Finché non si farà la Grande Brera», dice la soprintendente, «non avremo luoghi adeguati per la ristorazione. Quello che ci serve sono gli spazi: potremmo restituire alla nostra splendida biblioteca d'arte le ventimila casse di volumi che ora si trovano nel castello di Vigevano. Potremmo espone il nostro patrimonio di disegni, valorizzare la fototeca meravigliosa di cui disponiamo, espone il Cristo Morto di Mantegna non più in un corridoio. Sarebbero miglioramenti utili non solo al pubblico, ma anche agli studiosi». Per fare spazio, però, bisognerebbe spostare altrove l'Accademia di Belle arti. «Sì, ma questo è un problema complesso e delicato, che va gestito a livello istituzionale». Un altro settore che ha bisogno di rinforzi è la comunicazione. Sulla giomata di Ferragosto la Pinacoteca ha fatto un buon lavoro, ma, spiega la soprintendente, «nelle strutture statali non esistono persone dedicate. Il nostro direttore della comunicazione è una bravissima storica dell'arte che ha già un altro incarico. Non esiste un settore specifico, che sarebbe fondamentale per situazioni come la nostra». L'ipotesi del commissariamento o della creazione di una fondazione potrebbe dare una spinta importante per superare questi scogli. «Si potrebbero fare tante cose più in fretta», dice la Bandera. «Non so che cosa deciderà il ministero. Io mi sento in dovere di far sì che tutto il personale, che sta dimostrando di lavorare bene, possa avere un riconoscimento. Devo fare in modo che si formi, che sia pronto anche all'arrivo di una nuova gestione più o meno privatistica. Sto facendo di corsa, anche perché a volte ho tutti contro. Ci sono tante difficoltà, problemi con i sindacati». Già, proprio le difficoltà che Mario Resca dovrà appianare nei prossimi anni.
MILANO - Sandrina Bandera: Resca commissario? Una svolta per Brera
La soprintendente della Pinacoteca di Brera, Sandrina Bandera, è stata elogiata per il successo dell'apertura straordinaria del museo il giorno di Ferragosto, che ha attirato 12.000 visitatori. Il museo è in vista di un grande cambiamento, con il progetto della Grande Brera, che prevede un allargamento dello spazio espositivo e modifiche necessarie. Il ministro Bondi ha espresso il desiderio di realizzare la Grande Brera entro il 2015, e si sta valutando la possibilità di commissariare il museo. La soprintendente ritiene che il commissariamento potrebbe accelerare i tempi burocratici e che Mario Resca, il supermanager dei musei, potrebbe essere il commissario ideale.
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