NAPOLI. Altro che emergenza estiva, il Museo Archeologico Nazionale è in emergenza tutto l'anno. Alcuni dei padiglioni chiusi non riapriranno nemmeno quando i dipendenti torneranno dalle vacanze: l'organico ridotto impedirà di tenere aperte tutte le aree del Museo. Dopo l'inchiesta del Roma sul degrado dell'Archeologico, la dottoressa Rita Di Maria, egittologa del Museo, racconta le condizioni in cui lei ed i suoi colleghi sono costretti a lavorare: «Purtroppo la situazione descritta dal quotidiano Roma risponde al vero, ci sono padiglioni chiusi e manca un sistema cli sicurezza. La colpa, però, non è del personale». E' dal 1993 che il Museo non assume nuovi lavoratori: l'ultimo concorso, per 500 unità, è stato bloccato per carenza di fondi. Nel frattempo, dal 1993 molti dipendenti hanno raggiunto l'età pensionabile ed hanno smesso di lavorare, ma a sostituire i lavoratori andati in pensione non è arrivato nessuno. Così, l'organico del Museo è rimasto del tutto sguarnito, rendendo impossibile mantenere il criterio di vigilanza adottato in precedenza, legato al rapporto tra superficie e numero di addetti presenti: per la collezione Farnese ora ci sono solo 5 addetti alla vigilanza. «E per questo», ha raccontato la dottoressa Di Maria «che la nuova direttrice - Valeria Sanpaolo, insiediatasi nello scorso maggio - ha deciso di sperimentare un progetto di ingressi cadenzati e visite a tempo con l'assistenza di un ridotto numero di unità di personale, permettendo dunque agli altri lavoratori di tenere aperte le collezioni pi richieste e garantire alcuni servizi essenziali». Il sistema delle visite a tempo è stato sperimentato proprio in vista dell'estate quando all'emergenza cronica di carenza di personale si aggiungono le assenze per ferie: «Il personale per fa il possibile: ognuno di noi ha almeno 60 tra recuperi e progetti non fruiti proprio per evitare di sguarnire ulteriormente l'organico già ridotto». Da settembre però, forse non si deciderà giorno per giorno quali collezioni chiudere: tra breve ci sarà una contrattazione sindacale che porterà alla creazione di un calendario settimanale di apertura e chiusura delle collezioni. «I giorni di chiusura» assicura la dottoressa Di Maria «saranno comunicati e pubblicati sul sito almeno i visitatori sapranno già prima di venire cosa potranno vedere e cosa no». I sistemi di sicurezza? Un sogno difficilmente realizzabile: i fondi sono pochi e gli impianti di protezione delle opere sono carissimi, soprattutto i cosiddetti dissuasori, quei sistemi che fanno suonare una sirena ogni- qualvolta i visitatori si avvicinano troppo a quadri o sculture. «Negli ultimi 15 anni», racconta l'egittologa, «sono stati tagliati circa il 70 dei fondi di funzionamento di musei: talvolta abbiamo difficoltà a pagare le utenze o ad acquistare le lampadine che si fulminano, figuriamoci se possiamo permetterci un sofisticato sistema di allarme». L'egittologa: «Pochi soldi per la struttura: impossibile acquistare i necessari sistemi di sicurezza. A volte è difficile pagare le utenze di luce e gas e cambiare le lampadine fulminate».
NAPOLI - Archeologico, emergenza senza fine
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è in emergenza tutto l'anno a causa di una ridotta organico e di padiglioni chiusi. La dottoressa Rita Di Maria, egittologa del Museo, racconta che il Museo non ha assunto nuovi lavoratori dal 1993 a causa di carenza di fondi. L'organico è rimasto del tutto sguarnito, rendendo impossibile mantenere il criterio di vigilanza. La nuova direttrice, Valeria Sanpaolo, ha deciso di sperimentare un progetto di ingressi cadenzati e visite a tempo con l'assistenza di un ridotto numero di unità di personale. Il sistema delle visite a tempo è stato sperimentato in vista dell'estate e sarà comunicato sul sito del Museo.
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