CARBONIA. Unire le forze per tutelare e valorizzare la loro caratteristica, quella di «città di fondazione» del Novecento. È quello che si propongono i tre comuni sardi che possono fregiarsi di questa caratterizzazione, Carbonia, Alghero, per la sua frazione Fertilia, e Arborea. Tre centri nati nel Ventennio e che possiedono caratteristiche architettiìoniche e urbanistiche che li rendono unici e per questo meritevoli di tutela. Assieme a loro un'altra miriade di piccoli aggregati urbani. Ci sono Linnas, Pompongias, Sassu, S'Ungroni, Tanca marchesa e Torrevecchia, appartenenti al comune di Terralba; Cortoghiana, frazione di Carbonia; Tramariglio e Calich, frazioni di Alghero; Campu Giavesu, frazione di Giave; Strovina, frazione di Sanluri; il villaggio Giurati di San Priamo, frazione di San Vito. I tre comuni principali, su iniziativa di Alghero, hanno deciso di stipulare un protocollo di intesa, e di allearsi per elaborare e attuare progetti di rivitalizzazione socio-economica che tengano conto della specificità urbanistica e architettonica, che necessitano anche di apposite normative di finanzimento e tutela. In pratica, una sorta di lega che costringa la Regione, come ad esempio è avvenuto nel Lazio, ad adottare un'apposita legislazione di tutela e valorizzazione dei siti, che sono in qualche modo considerabili come veri e propri musei all'aperto. «Le città di fondazione rappresentano un modello di sviluppo territoriale innovativo ancora oggi e, sotto il profilo urbanistico e architettonico, sono un esempio sperimentale della nuova architettura razionalista che proprio in quegli anni in Europa si affermava come il nuovo modello formale del Novecento - spiega l'assesore all'urbanistica Casti -. La ricerca di una sintonia di azione con i comuni sardi non è un elemento di novità. I comuni di Alghero e Arborea, insieme a Latina, Torviscosa, Tresigallo, Predappio e la Provincia di Latina, condividono già un Programma Integrato per la valorizzazione del patrimonio architettonico e ambientale delle città italiane di fondazione. Carbonia entra nel novero di queste città». Obiettivi specifici e comuni previsti nel protocollo sono la tutela, la conservazione, la valorizzazione e il riuso del patrimonio culturale e storico-insediativo di interesse regionale; l'arresto e il contenimento di fenomeni di degrado dei beni culturali; la promozione del turismo culturale e lo sviluppo di occupazione qualificata. Obiettivi in linea col progetto «Inn Governance» finanziato dalla Comunità europea che ha riconosciuto l'esistenza di aree caratterizzate da specificità particolari.