Lucca. Poche risorse per la valorizzazione e il rilancio della figura del maestro Servono più soldi per valorizzare l'arte di Giacomo Puccini e il suo legame con Lucca. Ma non solo. Servono idee e un progetto concreto per rendere finalmente Lucca "la città della musica". Progetto che un contributo di 30mila euro - destinato dal Comune alla Fondazione Puccini - non può assolutamente sostenere. L'appello di tecnici e politici è unanime: bisogna fare di più. Tutti concordi: così il progetto Lucca città della musica non può decollare «Serve un impegno maggiore da parte del Comune e non solo» E Colucci insiste: rifondiamo l'ente LUCCA. Servono più soldi per valorizzare l'arte di Giacomo Puccini e il suo legame con Lucca. Ma non solo. Servono idee e un progetto concreto per rendere finalmente Lucca "la città della musica", con il Maestro come fulcro di questa nuova immagine. Progetto che un contributo di 30mila euro - destinato dal Comune alla Fondazione Puccini - non può assolutamente sostenere. Così la pensano tecnici e politici sulle scarse risorse stanziate per la Fondazione. E qualcuno invita nuovamente a ripensare l'ente, per renderlo finalmente la testa di ponte della ricerca e della promozione della musica pucciniana nel mondo. «Puccini, assieme alle Mura e alla viabilità, rappresenta una delle priorità assolute per la nostra città - afferma Franco Fabbri, capogruppo di Forza Italia-Pdl in consiglio comunale - oltre a essere una figura dallo straordinario valore culturale, è uno strumento di conoscenza e promozione ineguagliabile del territorio. Il contributo dato dall'amministrazione comunale è un segnale molto contenuto: penso che in futuro si dovrà valutare un impegno maggiore. All'estero, per ora, continuano a dare un peso all'arte del Maestro superiore a quello che gli viene dato qui». Fabbri, peraltro, rammenta che la maggioranza che governa la città «crede fermamente nella Fondazione come strumento per la valorizzazione del Maestro, anche attraverso un coordinamento territoriale che includa tutti i luoghi pucciniani. C'è bisogno, tuttavia, di un potenziamento delle attività e delle iniziative - penso alla riapertura della casa museo - possibili solo con maggiori risorse economiche. Anche da parte dei privati». L'esponente azzurro infine invita a «lavorare sul progetto della Città della musica in maniera concreta. Puccini è, chiaramente, l'emblema di questa immagine; ma a lui si aggiungono Catalani, Boccherini e così via. Mi piacerebbe che ci fossero dei cartelloni all'ingresso della città, con cui si ricorda subito al visitatore, con una semplice scritta, la nostra natura musicale e artistica». Per Francesco Colucci, direttore dell'Apt che aveva chiesto il ripensamento della Fondazione, è scontato tornare sull'argomento. «Dobbiamo rifondare l'ente - afferma Colucci - e garantirgli un obolo da parte di tutte le istituzioni pubbliche, gli enti privati e le associazioni pucciniane della provincia. Il Comune ha dato poco; gli altri, però, hanno dato meno. E i pochi mezzi a disposizione della Fondazione non sono certo un buon viatico per il rilancio della figura del Maestro». Duro il commento del centrosinistra. «La scarsità di risorse equivale alla scarsità di idee - sostiene Cecilia Carmassi (Pd) - l'amministrazione comunale avanza a tentoni, senza una linea precisa. E così si vive alla giornata. Uno stanziamento di 30mila euro non credo possa garantire molto altro. Città della musica? Solo un proclama: il Comune si è persino dimenticato delle cattive condizioni in cui versa l'istituto Boccherini». «Per comprendere la totale assenza di una strategia - continua Carmassi - basta fare un giro in città: ci sono ancora i totem che pubblicizzano la mostra su Puccini ormai chiusa. Un'opera di disinformazione nei confronti dei turisti davvero incredibile». «Il paradosso - afferma Antonio Sichi (Rifondazione) - è che la giunta continua sostenere il ruolo strategico della Fondazione nel promuovere Puccini. Se si crede veramente che investire nella valorizzazione di Puccini, come delle Mura, sia il migliore veicolo promozionale per Lucca, bisogna crederci e iniziare veramente ad investirci soldi e professionalità, lasciando da parte gli annunci senza sostanza, che sanno tanto di spot e pochezza di idee». L'assessore Bruni: bisogna aumentare i posti letto a disposizione di chi passa dalla via Francigena «Miglioreremo l'accoglienza ai pellegrini» LUCCA. Incrementare il turismo religioso. Su questo sta lavorando l'assessore Moreno Bruni. «L'obiettivo - dice - è migliorare l'accoglienza ai pellegrini che transitano per la via Francigena». Nel piano che stanno studiando il Comune, l'Arcidiocesi e la parrocchia del centro storico c'è un aumento dei posti letto a disposizione dei fedeli che passano da Lucca, o che intendono far visita al santuario di S. Gemma Galgani. «Si tratta di un tipo di ricettività particolare - spiega l'assessore Bruni - il pellegrino non vuole pernottare in albergo, bensì riposarsi in un luogo significativo, un convento o simili, per poter pregare e ringraziare Dio. Ad oggi la città non può garantire questo tipo di accoglienza: una lacuna, perché si tratta di persone - anche di Paesi lontani - che sono disposte a farsi migliaia di chilometri per venire qua». Nel progetto c'è, inoltre, un possibile censimento dei visitatori che arrivano in città a scopo religioso. «Vogliamo capire quanti sono - dice Bruni - non perché vogliamo controllarli, ma perché sarebbe interessante scoprire l'attrattiva che esercita Lucca su questo tipo di turismo. E io sono sicuro che è molto». Altro settore su cui l'amministrazione ha intenzione di puntare è il turismo studentesco. «Tra l'11 e il 13 novembre saremo a Genova alla borsa del turismo scolastico - dice l'assessore - Pubblicizzeremo Lucca con una serie di pacchetti destinati alle scuole, comprensivi di visita ai monumenti e al Museo del fumetto. Tempo fa ho letto che la stagione primaverile nelle città d'arte è stata salvata dalle scuole: ebbene, il nostro obiettivo è incrementare l'interesse dei ragazzi, che rappresentano un investimento anche per il futuro, e dei docenti di tutta Italia». M.T. Celestino Marchini (Pd) attacca il teatro «Dopo la Fanciulla del West i vertici del teatro del Giglio dovevano dimettersi» Dopo il risultato della Fanciulla del West tenutasi a luglio in piazza Grande, i vertici del teatro del Giglio avrebbero dovuto dimettersi. Così la pensa Celestino Marchini, consigliere comunale del Partito democratico. «Perché il Teatro del Giglio - dice Marchini - non è in grado di fare una programmazione efficiente che eviti fiaschi e sperpero di denaro pubblico come la vicenda citata? Resta puerile aver detto e strombazzato ai quattro venti che il concerto era a ingresso gratuito. Sono serviti 180mila euro per farlo, e alcuni "benefattori" tra cui il presidente dell'ente Giglio, ne hanno sborsato una piccola parte e il resto. Non c'è da preoccuparsi, cittadini di Lucca: ci pensiamo noi, altro che ingresso gratis». «In un paese civile, non certamente in questo che sta diventando il paese delle banane, a quest'ora chi dirige il teatro avrebbe presentato al sindaco le sue dimissioni irrevocabili». «Il Maestro - conclude - è sempre al centro dell'attenzione, purtroppo sempre negativamente nella vita di questa città. Cosa dire dopo le vicende della casa natale, del misero contributo elargito dal Comune alla Fondazione Puccini e delle tante occasioni perse nell'anno pucciniano? Forse questa amministrazione non si rende conto del patrimonio culturale che abbiamo e non sappiamo sfruttare per rilanciare la nostra città. Avevo raccomandato al sindaco di inserire un motivo tratto da un'opera di Puccini nell'attesa di avere una risposta quando si telefona al call center del Comune. Un modo per associare Lucca al compositore senza spendere niente. Nemmeno questo siamo stati in grado di fare».
Il Tirreno
20 Agosto 2009
LUCCA. Puccini, mancano i soldi. È polemica sugli scarsi contributi alla Fondazione
MA
Matteo Tuccini
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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