I sindacati: "La sua presenza potrebbe essere un punto di riferimento anche per gli sponsor. E per mettere a fuoco le potenzialità del nostro teatro" Lultima volta di Muti a Roma, ricorda Bolognese, è stata a marzo: il maestro ha diretto lIfigenia in Aulide di Gluck: «In quelloccasione tutta lorchestra lo ha invitato a prendere la direzione musicale. Sono venuti anche i professori che per qualche ragione erano a casa in permesso. E lui ci ha risposto che, anche se non avesse potuto accettare la proposta, il Teatro dellOpera sarebbe rimasto comunque nel suo cuore». Una premessa importante considerato che, riferisce il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro, Muti ha posto come premessa per il suo impegno a Roma "la pace sindacale": «AllOpera di Roma la pace sindacale cè, soprattutto da quando Alemanno dopo il commissariamento ha firmato il protocollo dintesa del 3 aprile, ripianando il deficit e mantenendo gli organici. replica Massimo Di Franco, segretario regionale della Fials-Cisal Si tratta però di fare un piano di rilancio, mettendo a fuoco le potenzialità del nostro teatro. E in questo non può che esserci daiuto la grande capacità del maestro Muti: la sua presenza potrebbe essere anche un punto di riferimento per gli sponsor». «La pace sindacale si ottiene rispettando le norme e i contratti e noi non dubitiamo che Muti lo farà. - osserva Roberto Conte, del sindacato Libersind-Confsal - Il maestro rappresenta uneccellenza, per cui, per un sindacato giusto la lotta si interrompe quando viene rispettato il contratto. E se questo non accade, se la battaglia continua anche in condizioni di regolarità, vuol dire che a portarla avanti è un sindacato sbagliato abituato ad agire fuori da queste norme». Il Campidoglio è orgoglioso del sì di Muti: «Il sindaco Alemanno ha posto in essere una grande operazione di rilancio del Teatro, che può tornare ad essere punto di riferimento culturale per il Paese», commenta il vicesindaco Mauro Cutrufo. «Adesso ci sono le premesse per creare un nuovo ciclo importante di rinascita del Teatro, perché arrivi ad avere un nome internazionale di altissimo livello», dice il consulente artistico del commissario, Nicola Colabianchi.