Lattrice è protagonista unica e autrice della produzione del Biondo per il "Calatafimi Segesta festival 2009" in scena da questa sera Un concertato di voci e registri linguistici diversi, una polifonia che corre dal mito alla letteratura, dallEneide allopera lirica di Henry Purcell, per ricostruire la parabola di Didone, regina di Cartagine. È la forma drammaturgica di "Le voci di Didone", nuova produzione del Teatro Biondo che alle 19,30 debutta in prima assoluta al Teatro antico di Segesta per il progetto "Forme e musica per risognare il mito", promosso dallassessorato regionale ai Beni culturali e dalla Soprintendenza di Trapani. Scritto da Galatea Ranzi e Marco Andriolo, che firma anche la regia, lo spettacolo vede protagonista unica lattrice, accompagnata in scena dalle percussioni del musicista ghanese Samuel Gymafi. Repliche domani alle 19,30 e sabato alle 5 (per lalba). Lo spettacolo indaga e rielabora, in un prologo e dieci scene, il ricco repertorio che narratori, poeti, scrittori e musicisti hanno dedicato alla storia della regina fenicia: Didone, che accoglie il principe Enea in fuga da Troia e se ne innamora, ricambiata, ma che poi dovrà rinunciare al suo amore per la partenza delleroe, destinato dal fato alla fondazione di Roma. «È sorprendente quanti autori hanno toccato questo argomento e raccontato la storia della regina suicida per amore - racconta Galatea Ranzi - dallEneide di Virgilio del I secolo avanti Cristo alle lettere di Ovidio, ma andando anche più indietro ad antiche leggende, la letteratura ci restituisce un personaggio tragico a tutto tondo». Nella composizione dello spettacolo ricorrono allora, oltre i versi del poema virgiliano, anche "I fatti di Enea" di Guido da Pisa, in cui Didone racconta le sue origini, lincontro dei due amanti tratto da "Dido and Aeneas" dellopera in tre atti di Purcell, stralci da "Didone, regina di Cartagine" di Christopher Marlowe e la lettera della regina a Enea, da "Heroides" di Ovidio. «Un percorso che ci permette di usare più linguaggi e attraversare diversi registri linguistici, dai versi latini allitaliano arcaico di Guido da Pisa - continua la Ranzi, che domenica al Teatro antico sarà anche protagonista di una "Intervista impossibile a Didone" curata da Nanni Balestrini - e questo restituisce la misura delleternità del mito di Didone». Ma la chiave di lettura è anche quella del «dialogo perenne tra presente e passato, in cui lamore impossibile di Didone per Enea diventa un incontro mancato e labbandono delleroe una metafora del mondo occidentale che volta le spalle allOriente». Il biglietto costa 15 euro, 8 il ridotto, per lalba 12 euro e 6 il ridotto. Informazioni all800 904560.
SICILIA - Teatro antico. Ranzi: "La mia regina da Virgilio a Purcell"
Lo spettacolo "Le voci di Didone" del Teatro Biondo debutta al Teatro antico di Segesta per il progetto "Forme e musica per risognare il mito". La produzione è basata sul testo di Galatea Ranzi e Marco Andriolo, con la regia di Marco Andriolo. Lattrice è protagonista unica e accompagna le percussioni del musicista ghanese Samuel Gymafi. Lo spettacolo indaga e rielabora il ricco repertorio che narratori, poeti, scrittori e musicisti hanno dedicato alla storia della regina fenicia Didone. Il testo include versi di Virgilio, Guido da Pisa, Christopher Marlowe e Ovidio, e racconta la storia della regina suicida per amore.
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