I piccoli manufatti lignei del Seicento abbellivano l'altare. Sono stati catalogati dalla Curia, per cui i ladri avranno vita dura SANTA MARGHERITA DADIGE. La brutta notizia lha data il parroco don Roberto Calderaro nel corso della messa dedicata allAssunta. Al termine della celebrazione di ferragosto, il sacerdote ha comunicato ai fedeli di Santa Margherita dAdige la scomparsa di due angioletti in legno. Erano collocati da secoli sullaltare dedicato alla Madonna. Uno smacco per la comunità parrocchiale. A maggior ragione se si pensa che il raid furtivo è avvenuto nella settimana che termina con limportante festività mariana. Il furto è avvenuto sicuramente dopo il 7 agosto. Ad accorgersene è stato proprio don Roberto, sempre molto attento ai beni custoditi allinterno delledificio religioso. Il parroco si è accorto del «buco» che si era venuto a creare nella cornice lignea che fa da contorno allaltare mariano. La cornice della nicchia, in legno dorato, è stata realizzata tra il 1850 e il 1899. Molto più antico è laltare, che sarebbe del 1688. La stessa data è attribuibile anche ai cherubini che erano collocati nella sommità della nicchia: lalto rilievo che ritrae i due angioletti arriva da una bottega veneta di fine 1600. Si tratta di unopera in legno intagliato, dorato a mecca. Fa parte dei 187 elementi catalogati dalla Diocesi di Padova allinterno della chiesa parrocchiale di Santa Margherita dAdige. I due cherubini rappresentano il reperto numero 55 e sono tra i dieci più antichi custoditi nella chiesa. In questi giorni le donne impegnate nella pulizia dellambiente religioso hanno cercato in ogni angolo eventuali resti dellopera lignea, senza però aver fortuna. I ladri non hanno lasciato alcuna traccia della loro azione, anche se per rimuovere la coppia di angioletti hanno certamente dovuto lavorare a quattro metri daltezza, salendo inevitabilmente sullaltare mariano. Vista la difficoltà di immettere nel mercato «legale» un simile oggetto (la catalogazione fatta nel 2007 dalla Diocesi aveva proprio lintento di tagliare le gambe al commercio clandestino di opere darte), la speranza è che gli autori del gesto siano presi da pentimento e restituiscano il piccolo tesoretto della parrocchia. Nicola Cesaro