Insieme alla solidarietà e al sostegno al preside e ai ragazzi dell'istituto agrario Marsano di Sant'Ilario per il grave gesto intimidatorio che hanno subito, vorrei indirizzare al nostro sindaco una riflessione su ciò che ci si dovrebbe aspettare da un'amministrazione sensibile alle ragioni della legalità non meno che della coesione sociale della comunità e delle prospettive future di un territorio che rischia di distruggere le più preziose risorse del suo patrimonio paesaggistico e territoriale. Sono, per cominciare, tre semplici domande. La prima non dovrebbe il sindaco dichiarare sull'area contestata un vincolo agricolo assoluto qualora si accertasse che il taglio delle piante è da mettere in relazione, come affermano i docenti, con la discussa progettazione della nuova strada che proprio attraverso il frutteto-scuola dovrebbe passare? Così come succede nel caso dei terreni percorsi dal fuoco che solo per questo fatto non possono più essere dichiarati edificabili. Seconda domanda: non ritiene il sindaco che la Riviera genovese abbia già pagato un tributo troppo grande alla speculazione edilizia e alla mobilità veicolare, sacrificando i suoi paesaggi rurali e il patrimonio vegetale più prezioso conservato, come in questo caso, da un Istituto agrario di grande tradizione, per garantirci il mantenimento della biodiversità e la cura del paesaggio ai quali, oltretutto, siamo obbligati dalle convenzioni europee? Faccia, per favore, la Signora Sindaco un giro in macchina per le strade di Nervi e del Golfo Paradiso per constatare quanti sventramenti la sua amministrazione ha approvato o tollerato per creare box e posti macchina che non saranno mai sufficienti per risolvere i problemi della mobilità in queste zone. Terza domanda: è mai possibile che sul territorio genovese quando si deve sacrificare qualcosa per far posto a strade e edilizia, speculativa e non, si devono sempre sacrificare l'agricoltura e i paesaggi che ancora hanno la funzione di preservare la qualità del nostro ambiente di vita e le possibilità di un futuro non omologato dalle produzioni standardizzate dell'agroindustria? Il lavoro che il Marsano stava facendo nel suo campo-scuola di conservazione di varietà locali era ed è un lavoro non meno importante per la comunità genovese e ligure di quello che si svolge nei suoi parchi affacciati sul mare (roseto) e non meno dignitoso in prospettiva di quello che si svolgerà nel futuro parco tecnologico di Erzelli. Mi auguro che il sindaco e i suoi tecnici trovino possibilità meno distruttive della strada contestata per soddisfare i bisogni legittimi della popolazione locale (non quelli della speculazione). MASSIMO QUAINI docente di Geografia umana all'Università di Genova