Proposte dell'ex presidente Brancoli per finanziare i lavori C'è poco da sperare se la vera strategia è far morire l'istituzione dell'Opera delle Mura e riportare alla gestione diretta del Comune la manutenzione del monumento. Così era stato fino ai primi anni Novanta, quando l'anello alberato aveva toccato l'apice della trascuratezza: non c'erano nemmeno i soldi per lo sfalcio dell'erba e la rimozione delle foglie. Tanto che si era mobilitata la cittadinanza. Secondo l'avvocato Marco Brancoli, ultimo presidente dell'Opera prima del commissariamento, occorre stabilire una volta per tutte se l'istituzione serve e come la si vuol far funzionare. «Oggi mancano i fondi e le spese ricadono tutte e solo sul Comune - spiega Brancoli -. Quando ero alla guida dell'Opera presentai una serie di richieste per aumentare il budget annuo, ipotizzando ad esempio l'utilizzo del ricavo di uno dei tanti parcheggi a pagamento della città per la manutenzione, oppure la creazione una fondazione composta da tutti gli enti pubblici e dalle fondazioni bancarie che, uniti, potevano garantire un maggiore sostengo per i lavori di manutenzione. Nessuna di queste proposte è stata accolta e la situazione si aggrava di anno in anno, perchè sono sempre meno le risorse che il Comune mette a disposizione». In questa situazione non può non preoccupare la condizione del momumento. «Il problema degli arbusti cresciuti tra i mattoni - afferma Brancoli - è davvero allarmante. Non esistono strumenti che possiamo usare per eliminarle in serie e meccanicamente. Non si possono usare frullini, nè tagliaerba, neanche i più leggeri, perchè danneggierebbero le Mura; ma neppure i diserbanti perchè sono dannosi (macchiano i mattoni) ed inquinano. Le piante si possono eliminare solo con un lavoro manuale, che però sarebbe immane: andrebbero poste delle impalcature lungo tutto il perimetro delle Mura, che occupano circa 75 ettari di spazio all'aperto». E tanti altri lavori sarebbero urgenti, a partire dal restauro delle file di mattoni sconnesse e dal recupero dei sotterranei dei baluardi, della casa del Boia e dell'ex canile. Brancoli è pessimista: «Servono somme enormi e non vedo un grande impegno nel ricercarle». Un sollecito in questo senso arriva dall'ex presidente del Ciscu ed ex assessore alle Mura, Roberta Martinelli: «Per un monumento che è il biglietto da visita di Lucca nel mondo è indispensabile una costante e grande manutenzione. È assolutamente urgente e necessario che si trovino i soldi. Chi gestisce deve impegnarsi a reperire i fondi per preservare l'anello alberato». Anche in funzione del richiamo che esercita sui turisti. Lo ricorda il direttore dell'Apt, Francesco Colucci, secondo il quale tenere le Mure in buone condizioni, promuovendo anche una serie di interessanti iniziative, è una scelta irrinunciabile e irrimandabile: «Le Mura sono una delle attrazioni più importanti della città - afferma -. L'impegno per tenerle bene ci sarebbe, ma il problema dei fondi esiste. È necessario creare una grande attenzione, capace di attrarre il flusso di risorse necessarie. Intanto iniziative come quella di aprire per tutto il mese di settembre, come ha deciso l'assessore Bruni, il sotterraneo del baluardo San Colombano, sono utili. Mi auguro che si abbiano altre aperture sottrranei. La città è piena di turisti, che come numero di presenze non sono calati dallo scorso anno, ma bisogna creare nuove attrattive e valorizzare sempre di più la città in modo che ritornino a visitarla. Le Mura rappresentano sicuramente una priorità su cui investire».