Claudio Velardi, già assessore regionale, abituale frequentatore di Anacapri "Primo passo unificare i due Comuni, da soli non ce la fanno ad amministrare" «HO visto le notizie, Naturalmente sul fatto in sé posso dire poco». Claudio Velardi è lontano dallisola azzurra, in questi giorni è alle Eolie, ma le notizie su Capri ovviamente lo riguardano e lo toccano, come frequentatore abituale proprio di Anacapri, il Comune dove ieri si è verificato lo scandalo. Per giunta si tratta di uomo appena uscita da una esperienza amministrativa, come quella di assessore regionale al turismo. La vicenda degli scarichi a mare viene dopo quella del black-out. Viene naturale chiedersi se a Capri non stia succedendo qualcosa. «Francamente non credo che i due episodi siano collegabili. Altra cosa è che a Capri ci sia un problema di ordine più generale. Lisola ha un valore universale, occorrerebbe maggior protezione e cura, una attenzione più forte e ambiziosa ai suoi problemi. Cose che non sono alla portata di due piccoli Comuni. È ovvio che già a livello istituzionale manchino strumenti di governo». E nel frattempo il degrado aumenta? «Non direi questo. Non è che col tempo le cose stiano peggiorando. Direi che gli attuali amministratori non stanno facendo peggio che in passato, anzi qualche progresso si intravede. Lasciatemi dire che ad esempio con la Fondazione Capri abbiamo spinto in direzione del miglioramento dellofferta turistica. Ma poi non fai in tempo a esercitarti sui beni culturali che ti scoppia una grana ambientale. È proprio che i problemi di Capri sono molti acuti, sofisticati, e andrebbero affrontati con strumenti e risorse altrettanto acuti e sofisticati». È sofisticato anche pensare di controllare una società alla quale si è affidato un servizio come quello dello spurgo. «Appunto. Non ce la fanno, non hanno gli strumenti per farlo». Unisola conosciuta in tutto il mondo, ma che da sola non riesce a governarsi. «In un qualunque Comune intorno ai diecimila abitanti si trovano problemi che grosso modo si riescono a controllare. A Capri cè un insieme di problemi, e soprattutto una qualità di questi problemi, che richiede interventi in qualche modo non ordinari. Provate a mettere in fila: turismo, ambiente, beni culturali, trasporti, logistica». Lei ha detto che i due Comuni dovrebbero unificarsi. «È il primo passo». E poi? Quali altri strumenti? Lungo una scala che porti ad esempio anche a una legge speciale, dove fermarsi? «Qui occorre fare un po di attenzione. Cè in giro una eccessiva facilità a parlare di leggi speciali. Però è chiaro che a Capri andrebbe prestata una attenzione maggiore, con luso di qualunque strumento che possa favorirne il funzionamento». Accordi di programma col governo? Poteri speciali? Più fondi sia da Roma che dagli enti locali? «Non è un problema di trasferimenti finanziari, quelli ci sono. Si tratta di far funzionare lamministrazione. Anche con strumenti come quelli menzionati. E comunque con qualunque cosa che aiuti. Capri dovrebbe essere trattata, che so, come una Venezia». (roberto fuccillo)