Sulla infinita storia del parcheggio di Piazza Vittorio, fornisce molti spunti di riflessione la lettera di Riccardo Ciuti, pubblicata ieri dal "Tirreno". Con un tono onestamente anche autocritico, l'autore ripercorre i vari aspetti della lunga e dolorosa vicenda. Che ebbe un'origine ricca di buone intenzioni, visto che la struttura sotterranea intendeva favorire il piccolo commercio e venire incontro ai bisogni dei residenti, con l'offerta di un parcheggio facile e vicino; con tali fini, l'allora sindaco Paolo Fontanelli e la sua giunta dettero il via all'operazione. Ma, come ormai è sotto gli occhi di tutti, la gestione di un progetto complesso e forse discutibile, ma comunque apprezzabile, si è rivelata disastrosa e insopportabilmente lunga, e ha troppo a lungo penalizzato la città e la sua immagine. È stato sforato qualunque sopportabile limite di tempo, da parte delle imprese; del resto, la presenza di reperti archeologici nell'area (che ha bloccato, ritardato, cambiato il progetto), era largamente prevedibile anche avendo solo un'infarinatura della storia di Pisa. Come che sia, per una sequela di errori, lentezze e inadempienze, ora ci troviamo questo "monstrum", di cui non si capisce il senso, i tempi e il futuro; di esso, peraltro, in città è poco noto il progetto finale, a detta di Ciuti inutilmente faraonico e fuori luogo rispetto al tono pulito dell'area. E, nonostante che tempo fa la giunta avesse parlato di forti penali nei confronti della ditta, di esse ora niente più si sa e si dice; e mentre i posti auto previsti continuano a diminuire, il bruttissimo cantiere troneggia in città rischiando di diventare l'icona funebre di tutti questi errori. Una classe politica attenta e capace, quale spero e penso sia quella pisana, avrebbe il dovere di fare qualche riflessione critica e autocritica, di trarre qualche conseguenza e soprattutto qualche insegnamento dall'accaduto, e di salvare il salvabile limitando i danni alla città e ai cittadini. Sempre in tema di parcheggi, risultano quasi incredibili le dichiarazioni rilasciate dall'assessore Cassone (Italia dei Valori), il quale ha di recente affermato che, per risolvere questioni complesse e decisive come il traffico e la viabilità del litorale, occorrono (che novità, che originalità!) nuovi parcheggi. E dunque, l'unica soluzione è "tagliare una striscia di 70 metri di bosco" per realizzarli. Il trasporto pubblico di superficie, su cui a lungo la scorsa giunta - e anche molti pisani attenti al proprio territorio - ha lavorato? Sciocchezze! Il tram, che ormai tutte le città europee adottano, e che, elemento non secondario, ha un basso impatto energetico e non inquina? Fantasie, quisquilie! Si meraviglia l'assessore che gli "ambientalisti", riproponendo queste soluzioni, siano così "poveri di idee". E cosa propone lui, invece? Trasporto individuale, auto e belle colate di cemento! Il Parco protegge la pineta? E allora? Il Parco dovrà ben aprire una trattativa e venire incontro a questi impellenti bisogni! Complimenti. Sono concretissimi, non c'è che dire, i valori dell'Italia dei Valori, e sono pesanti come il cemento. La classe politica è di solito lo specchio della società civile. Ma in quest'ultimo caso, sarà il caldo, l'impressione è che si sia esagerato. Pisa francamente merita di più. Cristiana Torti Università di Pisa Direttore responsabile di Locus, rivista di cultura del territorio