AI Sacro Monte la patente dell'Unesco VARESE «Da oggi il Sacro Monte ha su di sé gli occhi di tutto il mondo. Questo è motivo di grande prestigio ma anche di impegno: torneremo qui ogni anno per conto della comunità internazionale a controllare se questo patrimonio viene conservato come si deve»; parla con pacatezza e con il sorriso sulle labbra, Francesco Bandarin, direttore dell'Unesco, ma con le sue parole sintetizza che cosa cambia da oggi per i Sacri Monti di Varese e di Ossuccio (Como) dichiarati ufficialmente «patrimonio dell'umanità». Ieri pomeriggio proprio davanti al santuario varesino si è svolta la cerimonia ufficiale di consegna dei certificati dell'Unesco ed è stata scoperta una targa che pone i sacri monti lombardi e piemontesi in una élite di cui fanno parte, citiamo a caso, il sito archeologico di Machu Picchu o l'intera città di Venezia. «Adesso comincia il lavoro di tutela di questi luoghi ha sottolineato Carla Di Francesco, sovrintentente ai Beni culturali della Lombardia il Sacro Monte di Varese è stato in questi anni ben conservato, quello di Ossuccio a nostro giudizio meriterebbe più attenzioni». I restauri e le misure di tutela sono una faccia della medaglia, l'altra è costituita dalla valorizzazione e dallo sviluppo culturale e turistico che può nascere dalla «laurea» mondiale ottenuta dall'Unesco. «Questo sarà il nostro compito ecco l'impegno che si è assunto l'assessore regionale Ettore Alberto-ni , il Sacro Monte di Varese fa parte di un accordo di programma che vuole mettere in primo piano il rilancio di tutta una serie di tesori d'arte della Lombardia, come la Villa Beale di Monza o la piazza di Vigevano. Legittimo, davanti a un evento come quello di ieri, l'orgoglio dei «padroni di casa» del Sacro Monte. «In un mondo come quello di oggi ha detto don Angelo Corno, rettore del santuario varesino che sembra mettere tra parentesi la fede, parlano le pietre: i monumenti come questo ci raccontano di cosa è stato capace l'uomo». Di fede come «vocazione primaria» del Sacro Monte ha parlato anche il sindaco di Varese Aldo Fumagalli, il quale, oltre a rinnovare l'impegno della sua amministrazione per la tutela dell'antico borgo del Sacro Monte, ha voluto ricordare l'uomo protagonista dei restauri e della conservazione di questo patrimonio d'arte, monsignor Pasquale Macchi, che ieri non ha potuto essere presente alla cerimonia, «Ma badate che quanto concesso dall'Unesco ha concluso il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bone non da diritto a denari ma semmai porta oneri in più. Per i siti dichiarati patrimonio dell'umanità sarà necessario presentare dei piani di gestione in grado di fornire garanzie per uno sviluppo turistico sostenibile e compatibile con la natura dei luoghi».