Professionisti in difficoltà, costretti a lavorare quasi esclusivamente con le famiglie Lavorano con le licenze familiari, soprattutto nei comuni che si sono mossi prevedendo nei regolamenti urbanistici piccoli ampliamenti e ristrutturazioni. In netto calo invece, per geometri e architetti, il lavoro con gli imprenditori che, colpiti dalla crisi e senza i finanziamenti delle banche, hanno bloccato la realizzazione di nuovi insediamenti. «Negli ultimi 18 mesi è cambiato il mondo - dice Fiorello Gori, geometra - ed è cambiata indubbiamente anche la nostra attività». Gori delinea una situazione complessa. «Mentre, fino a poco tempo fa, progetti non buoni trovavano comunque una propria collocazione sul mercato, adesso ci è richiesto di lavorare meglio, e più velocemente. La qualità, il rispondere alle nuove normative e alle nuove esigenze del mercato, diventa fondamentale. Per tutti. L'altro aspetto è quello economico: le banche hanno "chiuso i cordoni delle borse", riducendo drasticamente i finanziamenti, sia per i costruttori - investitori che per gli acquirenti, e creando di fatto un blocco ad un mercato già in crisi». E gli enti locali? «Devono fare la loro parte per uscire dall'impasse. Snellendo le procedure burocratiche e riducendo le quote da pagare per gli oneri di urbanizzazione, oggettivamente troppo onerose». Anche l'architetto Stefano Bartolozzi, che ha un proprio studio a Ferruccia, parla di «calo nella realizzazione di nuovi insediamenti e dilazioni nei pagamenti da parte dei clienti». «Abbiamo mantenuto - spiega - la stessa quantità di lavoro per le ristrutturazioni e gli ampliamenti di piccole unità abitative, mentre ci siamo ridimensionati sul nuovo. Gli immobiliaristi hanno subìto il contraccolpo più forte dalla crisi. Se fino a poco tempo fa gli imprenditori potevano contare sui finanziamenti delle banche e, una volta in possesso di quelli, andavano alla ricerca di aree di completamento dove realizzare appartamenti e villette, adesso sono fermi. E le abitazione che prima erano acquistate anche sulla carta ora restano invendute. Il mercato non invoglia ad acquistare». Valeriano Bessi, geometra con uno studio nel centro della città, punta l'accento sulle difficoltà sorte dopo l'introduzione del decreto Bersani. «Dieci anni fa guadagnavo il doppio e lavoravo il 30 del tempo in meno. Aver tolto i minimi tariffari - sostiene - ha favorito la concorrenza e tolto un potere forse eccessivo alla categoria. Ma ci ha spiazzato. Siamo in tanti, e c'è chi, pur di lavorare, accetta parcelle irrisorie». E i tempi di pagamento? «Io - risponde con una certa ironia - forse non faccio testo. Lavoro molto con i vivaisti, che come si sa hanno tempi lunghi. Riscuoto anche dopo due anni». IN COMUNE Concessioni in calo ma gli introiti sono costanti Non come a Quarrata, dove il crollo degli introiti derivanti da oneri di urbanizzazione rischia di paralizzare l'esecuzione di importanti opere pubbliche previste entro l'anno, ma anche al servizio urbanistica e assetto del territorio del Comune di Pistoia si registra un calo dell'attività edilizia. «Non un crollo evidente - spiega il dirigente responsabile del servizio, l'architetto Francesco Bragagnolo - ma senza dubbio ci sono una serie di pratiche non ritirate o sospese perché non viene dato corso ai lavori». E, soprattutto, c'è attesa nella presentazione di nuove pratiche. «Sono diminuite quelle depositate nei nostri uffici, anche se gli oneri di urbanizzazione introitati si mantengono costanti rispetto al 2007 e 2008». La somma inserita dal Comune nel bilancio 2009 per gli oneri di urbanizzazione è di 4 milioni e 700mila euro. «Nel 2008 era di 4 milioni, ma quest'anno contiamo di incassare qualcosa in più grazie alle operazioni previste nell'area ex Breda. Al 31 luglio 2009 il gettito era di 2 milioni e 300mila euro, una cifra sostanzialmente uguale a quella registrata al 31 luglio 2008». L'urbanistica, informa Bragagnolo, si è dotata di un nuovo sistema informatico, che consentirà di monitorare mensilmente l'andamento del servizio. T.G.