Bilancio di ferragosto I tour operator parlano di mercato fermo e di scarso marketing territoriale «Più che di forte calo, credo si possa ormai parlare di turismo fermo, di sostanziale assenza di flussi provenienti dall'esterno ». Il grido d'allarme arriva da Francesco Marzano, tour operator tra i più noti della provincia e past president della sezione turistico-alberghiera dell'Unione industriali. «Dopo il crollo del 2008 provocato dall'emergenza rifiuti - spiega Marzano - nell'estate di quest'anno abbiamo registrato un'ulteriore contrazione pari almeno al 20. Le istituzioni preposte hanno sempre sottovalutato i nostri reiterati moniti sulle inefficienze, i problemi e i disservizi che sconta il sistema Caserta. Fino all'ultimo di qualche mese fa sull'allarmante calo di visitatori della Reggia, che in due o tre anni è passata da più di un milione di biglietti venduti a poco più di 300 mila. Servirebbero forti investimenti nella promozione e nel marketing territoriale, e soprattutto servirebbe una maggiore concertazione con gi imprenditori del settore. Ed invece, nemmeno le cose positive come i Percorsi di luce notturni della Reggia o la mostra Terrae Motus, sono state valorizzate come meritavano ed oggi non producono valore aggiunto». Anche l'altro grande monumento borbonico del capoluogo, il Real Sito del Belvedere di San Leucio, che ospita tra l'altro il museo della seta, sconta enormi difficoltà: «Nel 2008, grazie alle convenzioni con la Reggia e al biglietto unico da 12 euro eravamo arrivati a superare le 40 mila presenze all'anno - afferma Agostino Tenga, ex direttore della struttura - ma oggi purtroppo le visite sono assolutamente sporadiche. Anche perché le convenzioni scadute non sono state rinnovate e c'è stato un vistoso calo d'attenzione da parte dell'amministrazione comunale. Al momento non c'è neppure un servizio di vigilanza, visto che la ditta appaltatrice, che non percepiva compensi da due anni, dopo numerosi solleciti ha licenziato tutti i dipendenti impegnati sul cantiere». L'amministratore Ept, Enzo Iodice respinge con decisione le accuse di inerzia rivolte alle istituzioni: «La Regione - obietta - ha investito milioni di euro per le politiche di marketing. Certo, rispetto ai danni ingentissimi provocati lo scorso anno dall'emergenza rifiuti, e quest'anno dalle notizie sul mare sporco, rappresentano poco più che una goccia in un oceano. Anche noi come Ept facciamo il possibile: ad esempio, abbiamo prorogato fino a dopo ferragosto la cadenza quotidiana dei percorsi di luce, che stanno funzionando benissimo e fanno il pieno ogni sera. Ma va da sé che non possono essere certo quelle 250 presenze serali, suddivise nei tre turni, a cambiare lo stato delle cose: il turismo dei beni culturali ha bisogno di essere trainato da quello balneare. E in Campania, in tal senso, oggi le cose vanno molto male. Scontiamo una crisi gravissima del sistema turistico regionale, che si aggiunge a quella del sistema Italia ». Infine un chiarimento su Terrae motus: «Non è vero che la mostra sia stata scippata alla Reggia. Semplicemente, è stata prestata un'opera, una singola opera, al museo Madre di Napoli come biglietto da visita: l'obiettivo è stimolare il pubblico a venire a Caserta per visitarla».