Il Comune resta fuori dal protocollo d'intesa, firmato dalle amministrazioni di Cisternino, Locorotondo e Martina Franca per chiedere l'inserimento dei trulli nel patrimonio mondiale dell'Unesco. E a Ceglie Messapica scoppia la protesta. «Un gesto futurista contro un'amministrazione menefreghista »: con questo slogan, il blogger Domenico Biondi lancia l'idea di distruggere il suo trullo dalle pagine web del suo sito «www.ildiavoletto.it». L'appuntamento, dal chiaro sapore di mera provocazione, è per questo pomeriggio e l'autore dissimula l'amarezza per lo scarso interessamento della giunta verso la valorizzazione del patrimonio locale. Biondi si domanda: «Se sparisse un trullo a Ceglie, cosa succederebbe?». Nulla: è l'amara risposta. «Non c'è una banca dati né alcuna documentazione catastale - denuncia il blogger - quindi, in teoria, potrei distruggerne uno di mia proprietà senza che nessuno possa intervenire. Paradossalmente, invece, se l'Unesco accetterà la richiesta degli altri tre Comuni della Valle d'Itria, un trullo situato a pochi chilometri di distanza sarebbe inserito nel suo patrimonio mondiale » . Con l'accordo siglato l'1 agosto scorso, infatti, gli enti locali delle tre province coinvolte (Brindisi, Taranto e Bari) hanno chiesto che, al pari di quelli di Alberobello, anche trulli, lamie, muretti a secco e masserie tipiche della valle siano inseriti nell'ambita lista che, di fatto, tutela e offre maggior prestigio al territorio coinvolto. «Non escludiamo l'ipotesi di poter rientrare nell'accordo - precisa Pietro Federico, sindaco di Ceglie Messapica - , anche se, nella prima fase, non siamo stati interpellati. Ma i nostri trulli, anche se non diventeranno patrimonio dell'Unesco, sono comunque protetti dalla normativa urbanistica, che sembra sia una delle più restrittive dell'intera provincia di Brindisi». Più vicino all'area a Nord del capoluogo, il Comune di Ceglie, per la futura valorizzazione dei tesori architettonici locali ha individuato nella programmazione dell'Area vasta il modo di curarne la promozione. Sempre secondo l'ente cegliese, se l'Unesco accettasse la richiesta formulata dai comuni brindisini, l'area non sarebbe strettamente legata all'accordo già siglato, ma dovrebbe coinvolgere anche l'intero territorio della Valle d'Itria. Una risposta poco confortante per Domenico Biondi che, tra distruzioni annunciate e impegno attivo nel denunciare le disattenzioni amministrative, attraverso le pagine del suo blog continuerà a chiedere maggiore attenzione per la tutela del territorio.
BRINDISI Per l'assenza nel progetto Unesco Distruggo il trullo. Provocazione dal web al Comune di Ceglie
Il Comune di Ceglie Messapica non è stato incluso nel protocollo d'intesa per l'inserimento dei trulli nella lista dell'Unesco. Il blogger Domenico Biondi ha lanciato un'idea di distruggere un trullo per chiedere maggiore attenzione per la tutela del territorio. Il sindaco di Ceglie, Pietro Federico, ha precisato che i trulli sono comunque protetti dalla normativa urbanistica e che il Comune sta lavorando per la loro valorizzazione. L'Unesco ha accettato la richiesta dei comuni di Cisternino, Locorotondo e Martina Franca per l'inserimento dei trulli nella lista mondiale, ma non ha ancora risposto alla richiesta di Ceglie Messapica.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo