Piante e arbusti crescono rigogliosi sul paramento deturpandolo e creando pericolose fessure Mancano fondi e programmi concreti per la manutenzione Sos Mura. Non solo non si trova una lira per restaurare l'ex canile municipale e l'ex casa del Boia, per i quali varie amministrazioni peraltro avevano prospettato recuperi a fini museali e di accoglienza, con la compartecipazione anche dei privati. Nemmeno ci sono fondi, nè programmi precisi, per evitare che il paramento in mattoni si sgretoli irrimediabilmente per l'attacco di arbusti ed erbacce, l'usura del tempo, i vandalismi e i furti. L'Opera delle Mura fa quello che può, ma non dispone di mezzi e tanto meno di finanziamenti per poter intervenire in modo sistematico e definitivo. È sufficiente effettuare un giro intorno all'anello alberato per notare un degrado davvero preoccupante. Oltre alle tante erbacce che fuoriescono da ogni piccolo spiraglio creatosi tra i mattoni, ci sono grandi piante che sporgono sia dai parapetti sia nel bel mezzo degli antichi muri. In particolar modo nelle zone più umide e ombrose sono nati e cresciuti, fino a raggiungere anche imponenti dimensioni, arbusti di ogni grandezza, alcuni con rami grandi come quelli di un albero. Le Mura possono anche offrire una serie di grandissime piante di fico, che sembra abbiano trovato un buon habitat tra i mattoni del 1500. Anche a ridosso dei fossati si possono trovare grandi quantità di vegetazione lasciata crescere sia sul paramento che dentro il fosso. E non mancano una grande quantità di piante rampicanti: si possono trovare infatti intere zone completamente coperte dall'edera. Tutta questa serie di arbusti e erbacce ha seriamente intaccato il monumento simbolo della città, che rischia di fare la fine delle Mura di Sabbioneta, completamente coperte della vegetazione. L'opera di ripulitura affidata anni addietro alla ditta Viping è stata interrotta, ma non si è proceduto con sistemi alternativi. Lasciando crescere ulteriormente le radici delle piante giù rigogliose si creano rapidamente crepe e fessure nelle quali poi entra l'acqua a completare il danno. C.Q. Ne mancano migliaia, si possono prendere anche con le mani Pietre e mattoni sotto assalto LUCCA. Le pessime condizioni in cui si trovano, insieme alla scarsa manutenzione e all'inquinamento, potrebbero creare alle Mura, in tempi rapidi, più danni dei suoi 500 anni di storia. Per avere una conferma basta osservare da vicino, con attenzione, i grandi buchi, alcuni veri e propri crateri, creati dalla sparizione o dallo sbriciolamento di decine, centinaia e in qualche caso migliaia di antichi mattoni. In particolar modo nella zona che va da porta Santa Maria fino all'altezza di San Frediano, le condizioni delle Mura sono allarmanti. Lungo tutto il loro perimetro si rilevano spaccature e sgretolamenti, il cui restauro richiederebbe rapide soluzioni sotto il profilo tecnico-scientifico, programmi certi e, soprattutto, risorse ingenti. Certo è che non si può rischiare di perdere l'emblema della città perchè non si trovano fondi. Anche le sortite, restaurate da non molto tempo, sono di nuovo malconce e degradate, con piante cresciute ovunque e vaste aree prive di mattoni e pietre. Nei punti danneggiati è facile - per turisti, ladri e vandali - portarsi via pezzi di paramento. Per prendersi un ricordino, non c'è bisogno di martelli o scalpelli; in alcuni punti è possibile prelevarlo semplicemente allungando una mano. E devono essere in parecchi a farlo, grazie anche alla carenza di controlli. Osservando da vicino pietre e mattoni si notano danni e usura evidenti al punto da farli sembrare sul punto di sgretolarsi irrimediabilmente.
LUCCA. Sos Mura, il degrado è preoccupante
Le Mura di Sabbioneta, simbolo della città, sono state gravemente danneggiate dalla vegetazione. Mancano fondi e programmi per la manutenzione, e l'Opera delle Mura non dispone di mezzi per intervenire in modo sistematico. Le piante e gli arbusti hanno creato fessure e crepe nelle mura, permettendo all'acqua di entrare e causando danni irreparabili. Le condizioni delle Mura sono allarmanti, soprattutto nella zona di porta Santa Maria, dove si rilevano spaccature e sgretolamenti. Il restauro richiederebbe risorse ingenti e programmi certi. Le sortite restaurate sono di nuovo malconce e degradate, e i danni sono facilmente visibili per turisti, ladri e vandali.
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