BENI CULTURALI: RESCA, NUOVI CRITERI PER IL FUTURO DEI NOSTRI MUSEI ultimo aggiornamento: 17 agosto, ore 14:10 Roma, 17 ago. (Adnkronos) - "I nostri musei, viziati dal fatto che disponiamo di un patrimonio culturale di gran lunga migliore degli altri per quantita' e qualita', sono rimasti fermi a trent'anni fa". Lo afferma Mario Resca, responsabile della neonata Direzione per la valorizzazione del ministero per Beni culturali, in una intervista al 'Il Sole 24 ore'. "Didascalie in italiano (solo qualche volta in inglese) - continua Resca - informazioni scarne, orari non adeguati a una societa' mutata (vanno bene per chi e' in vacanza, ma non per chi lavora). Insomma, non sono friendly. In piu' abbiamo 4.700 musei, tra statali e non, radicati nel territorio, ma che sono anche uno svantaggio, perche' non hanno massa critica e bisogna spendere soldi per pubblicizzarli. L'obiettivo e' che italiani e stranieri vadano piu' spesso al museo, invertendo una curva ora in lenta discesa". Quanto alle prime mosse Resca spiega che si partira' con le indagini di mercato. "Chiederemo ai visitatori attuali e a quelli potenziali - continua - cosa si aspettano dai musei. Si tratta, poi, di condividere obiettivi comuni con i direttori regionali, i soprintendenti e i direttori dei musei. In questa strategia i servizi aggiuntivi rappresentano un elemento fondamentale. Non e' sufficiente avere il Mantegna a Brera se ci sono lunghe code, e' impossibile prenotare online, quando entro il personale non mi sorride, il bar non c'e' o se c'e' costa di piu', il ristorante e' penoso perche' gestito da incompetenti. I servizi aggiuntivi sono una priorita' che stiamo gia' affrontando".
RESCA, NUOVI CRITERI PER IL FUTURO DEI NOSTRI MUSEI
Il ministro per Beni culturali, Mario Resca, ha affermato che i musei italiani sono rimasti fermi a trent'anni fa e che non sono "friendly" per i visitatori. Ha spiegato che il problema è che i musei non hanno una massa critica e che bisogna spendere soldi per pubblicizzarli. Resca ha annunciato che si partirà' con le indagini di mercato per capire cosa si aspettano i visitatori dai musei e che si condivideranno obiettivi comuni con i direttori regionali e i soprintendenti. Ha anche sottolineato l'importanza dei servizi aggiuntivi, come la prenotazione online, il personale amichevole e il ristorante.
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